ANNA ALES
Procuratrice dei Micenei
(Reggio Calabria)

MONDO NON PIÙ?

Alberi maestosi sfidanti
l'immenso azzurro cielo. 
Vaste pianure dal manto 
verde scintillante al sole. 
Sentieri accennati appena, 
quasi indovinati.
Animali in branchi, 
in piene libertà. 
Acque limpide scroscianti 
lungo la naturale strada 
che le unisce al mare. 
Uomini nella quiete 
delle semplici caverne:
È NATO IL MONDO... 
Alberi divelti, o arsi
nel buio della notte. 
Pianure incolte.,
per sempre abbandonate. 
Strade dall'asfalto 
molle sotto il sole. 
Animali tra le sbarre
o con il piombo in cuore. 
Fiumi impetuosi, 
tragiche alluvioni. 
Uomini in aride
case di cemento, 
senza più pace
ma con la guerra dentro:
STA MORENDO IL MONDO!...

 

 

 

 

 

 

 

 

 

PINA ALTAVILLA
(Taranto)

TRISTEZZA 

Eos mi sentivo per te,
la prima vera luce del giorno, 
benefica, con le rosee dita. 
Splendore e scintillio, 
ancor'ora dono a chi mi circonda,
spargendo di rose, il cammino. 
Illusioni di colori,
di petali di un fiore sbocciato in fretta, 
cristalli di un tempo,
fermo da chissà quando,
che sembra un castello sospeso nell'aria, 
fatta di fumo, di tegole d'aria.
E ... lacrime scivolano sul bianco viso, 
quasi fosse un diluvio,
però che non bagna, 
per un immane dolore, 
che non può essere soppresso 
con un semplice "ciao"
Parole lente scorrono 
sotto una luce che sa di nulla, 
che sa di te.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

ELENA ANGELINI
Accademica dei Micenei
(Firenze)

INNO ALLA GIOIA
2° Premio Ex aequo - Sessione 2006


Mi sono smarrita lontano.
Estatica, a contemplare Universo di meraviglie, 
dove il tempo non insegue le ore,
la bellezza infinita espande soffuso profumo d'amore, 
desiderio d'amore, aleggiare amore.
Mi invade, carezzevole, allettante, 
misteriosa sintesi di: bene, volontà, energia. 
E' l'anima che attende, invitante,
nel mosaico universale di armonia, nel suo manifestarsi, 
atmosfera di soavità, leggiadria, profonda gioia,
Come talea del divino la saggezza, 
che ha sede nell'intimo, e attende. 
Ogni cosa, è ciò che è, solamente Io signore di me,
per edificare le scelte dell'anima, e manifestarmi. 
Il corpo si sta smantellando, nel tempo,
ma, pervade come fuoco di tramonto, sorriso di bambino, 
profumo di gelsomino, entusiasmo di parole,
che stillano di rugiada,
a irrorare l'Universo in cui gioisco 
annullando e dilatando l'Essere,
per vivere la totalità, l'UNO, anima del Tutto, 
atmosfera di soave leggiadria.
Voglio che l'anima sorrida attraverso il cuore, 
che la luce sorrida nei nostri occhi.
In questo io credo e vivo, inalterabile felicità come tesoro, 
custodito fra le pieghe delle mie rughe, 
nel mio giovane cuore. L' amore non ha età,
vive l'eternità nella dimora dell'anima, 
dove gli Esseri si tengono per mano, 
danzando l'inno alla gioia delle ore.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

ROBERTO AVENIA
Accademico dei Micenei
(Milano)

DONNE

Bianche nuvole lievi apparvero nel cielo. 
Bianche vesti dentro il cielo. 
Occhi di fuoco e freddo gelo, 
ammiccamenti malandrini. 

Alzar ad uno ad uno i veli,
riconoscerle come dee. 
Mendicante a raccogliere i richiami
d'un fior che disse di chiamarsi: donna. 

Occhi amorosi a configgersi supplichevoli, 
apparir pure come infanti;
far la guardia ai sensi fino a farsi male, 
somiglianti al diavolo, figlie di lucifero. 

Presero al laccio e beffarde invitarono, 
luccicanti come stelle,
ad assaporar del nettare,
nel grembo accoglier gocce di perla. 

Anche l'Iddio Signore si considerò travolto 
per le arguzie escogitate
ma redente dal peccato,
il divenire origine di vita,

benevolo non le considerò meschine né schiave, 
ma del ciel la luce in terra
e le dovette perdonare fiducioso
per farne la "Sua presenza in ogni luogo".

 

 

 

 

 

 

 

 

 

GUIDO BAVA
Senatore dei Micenei
(Biella)

C'ERA SOLTANTO IL VENTO..... 

Sogno? Certo soltanto un sogno 
l'essere con te, mamma,
sulla grande terrazza
ove il camino odorava di fuoco. 
Il fumo usciva a ondate
e, in un attimo, tutti ci avvolgeva 
poi, il vento caldo d'estate, 
ripulito ha l'aria e tutto,
sulla terrazza e intorno. 
Che strano, mamma,
non sentire più la tua mano 
sfiorare le mia guancia, 
eppure tu mi eri accanto
e ridevamo insieme nel fumo 
del camino ed io ti abbracciavo 
danzando sulla grande terrazza 
ed ero felice, contento....
Era soltanto un sogno, mamma, 
io danzavo sulla grande terrazza 
ma, tra le mie braccia,
c'era soltanto il vento...

 

 

 

 

 

 

 

 

 

DOMENICO BELLANTONI
Senatore dei Micenei
(Torino)

IL PREPOTENTE

Il prepotente dice: 
"lo non credo in Dio; 
chi l'ha mai visto? 
Nessuna mosca si posi 
sul mio naso; che il Dio 
si mostri come fece a 
San Tommaso". 
Ma il Dio non da retta 
a certi peccatori 
vede che sono falsi, 
volgari, malfattori, 
il Dio aspetta, 
di là devi passare. 
Se hai fatto bene, 
non riceverai male. 
Se hai fatto male, 
non ti condanno io; 
tu, alza gli occhi 
e guarda in faccia Dio.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

NICOLETTA BLANC
(Milano)

VECCHIO DIARIO 

Ti ho ritrovato Padre, 
tra le parole scritte
di un vecchio diario 
sgualcito dal tempo. 

Scrigno segreto
di sentimenti vibranti 
che affiorano dal silenzio 
di stagioni perdute. 

Sono gemme preziose 
profumate di vita, 
istoriate d'amore,
le emozioni rinate; 
accolte dal pianto, 
racchiuse nel cuore. 

Sono sacre presenze, 
dialogo muto,
i pensieri ritrovati: 
i tuoi... i miei… 
nell'eterno presente 
sempre intrecciati.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Dayana Bonetti
S.Marino di S.Nazario (VI)


Un racconto autobiografico
Olio su tela, cm. 40x60


Ragazza clown
Olio su tela, cm. 40x50

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

ANNAMARIA BRISSA
(Vibo Valentia)


Allo specchio
Olio, cm. 30x40

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

GIUSEPPE ANTONIO BRUNELLI
Accademico dei Micenei
(Firenze)

PER IL NATALE 2006

Non il 1° gennaio s'apre l'anno
per i Cristiani perché il nuovo anno
per noi inizierà, festoso evento,
questa prima domenica di Avvento.

Venuta e arrivo di una nuova era,
tempo è l'Avvento di speranza e di pace,
dove ogni conflitto, ogni odio tace.
La nostra vita non è più com'era.

Dentro i cuori s'è accesa la Speranza:
il cielo è più vicino ora alla Terra!
Lassù muove ogni stella la sua danza;
ogni incendio quaggiù spento è di guerra?

Mancano solo quattro settimane
alla nascita attesa, o mio Gesù,
al tuo Natale, che prepari tu…
Le aspettative nostre non sian vane.

Già ascoltar mi par le ciaramelle
e il presepe fiorir sotto le stelle
mi par vedere, e angeli e pastori
e i Re Magi con tutti i loro onori.

Sia pace in terra agli uomini di buona
volontà, celestiale un canto suona,
gloria nei Cieli a Dio, che ci perdona;
speranza dan la Fede e Carità.

Ci son un aldiquà e un Aldilà.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

ARMIDA LUCIANA CAMPAGNARO
Procuratrice dei Micenei
Strambinello (TO)


Inno alla natura ( già "Bellezze naturali")
Olio su tela di lino, cm. 40x50

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

ANNA CARUSO
Senatrice dei Micenei
(Trapani)

GRAZIE

Grazie Signore,
per la vita che mi hai dato, 
per avermela
salvata sempre. 
Grazie, per tutti 
i benefici che mi hai 
elargito.
Grazie, per tutte le 
prove che mi hai 
posto innanzi.
Grazie per la famiglia 
che non ho.
Grazie, per la mia 
solitudine.
Grazie per le mie 
sofferenze,
grazie per la croce
che mi fai portare con amore. 
Grazie, perchè sento
che mi sei vicino, 
e non mi abbandoni. 
Con Te tutto è gioia, 
tutto viene santificato, 
grazie Signore.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

PIETRO CHIARELLO
Accademico dei Micenei
(Milano) 


Lotta per la pace
Olio su tela: cm 40x50
2° Premio ex aequo Sessione 2005

 

 

 

 

 

 

 

 

 

GREGORIO COSENTINO
(San Vito sullo Jonio-CZ)


Fiori di campo
Olio su tela spatolato, cm. 40x50

 

 

 

 

 

 

 

 

 

OSVALDO CROTTI
(Almenno S. Bartolomeo-BG)


Malattia incolore 
Olio su tela, cm. 50x60


Volo attraverso l'enigma
Olio su tela cm 60x40

 

 

 

 

 

 

 

 

 

COSTANTINO DI MATTEO
Procuratore dei Micenei
(Terni)

MESSAGGI A… TIPICI

Vorrei essere, nel bene o nel male,
qualcosa che rende ognuno uguale, 
in un oceano un chicco di sale,
nel romanzo quotidiano soggetto fatale. 

Vorrei per poveri e derelitti lottare,
un ideale per i deboli da sognare, 
vagabondo lupo solitario di mare, 
nel giardino promesso i buoni portare. 

Vorrei che non ci fosse ingiustizia, 
un fuoco che bruci ogni malizia, 
cacciatore di taglie di grande perizia, 
nella giungla cattiva di furbizia. 

Vorrei vittoria su cattivi dei buoni, 
un sole potente che spenga i tuoni, 
giustiziere di notte tra cupi suoni,
tra palazzi e strade aliene di frastuoni. 

Vorrei entrare, in ognuno, nel cuore, 
come spirito che mai muore,
divinità eterna, senza rancore,
nel lasciare un messaggio d'amore. 

Vorrei dire al giusto e all'indefesso, 
al popolo tutto, in nome del progresso, 
Verbo celestiale, saggio e sommesso: 
"ama il prossimo come te stesso!"

 

 

 

 

 

 

 

 

 

REMO FAVERO
Accademico dei Micenei
(Grantorto-PD)

PER TE… SANDRA

Il primo incontro è affascinante, nel magico
momento d'incanto in completa armonia,
ho visto l'immensità della tua meravigliosa
creazione nella fertile vita mia.
Oh fanciulla gentile, dolce amica mia, tuttavia
porti nel sereno cuore, bontà e allegria.
La luce dello spirito che penetra silente i
messaggi del divino, tu li riconosci all'istante.
Sai guardare nei miei accoglienti occhi, con
tenerezza tutto il bene più fecondo nell'attimo
presente. Quale gioia più grande dello smagliante
sorriso accogliente.
L'amatissimo sguardo del giorno, bacia i tuoi
sinceri pensieri, mutandoli in fiori, sono colori
che ti appartengono, con questi io, ho dipinto
la tua felicità.
Adorata creatura, quanta nobiltà inconfondibile
sei, al soave candore dell'amore, sei riuscita a
vestirmi di calore di quel calore che solo tu,
e il sole potevate donarmi.
Il tuo riverito nome, Sandra, sarà pronunciato
con filosofia, è la scelta migliore, perché le
tue pure parole non escono dalle labbra,
bensì dalla sublime sinfonia, di averti sempre
in mia compagnia.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

GIUSEPPE MARIO FREZZA
(Acicatena-CT)


Acitrezza - Riviera Ionica 
Pastello, cm. 70x50

 

 

 

 

 

 

 

 

 

MARIA ROSA GELLI
Seantrice dei Micenei
(Arezzo)

E ALLORA ASCOLTO IL MARE

Ogni volta che si infrange un'onda
sento qualcosa adesso
prima non stavo mai a sentire.
Sono su di una scogliera
se fossi una casa
è qui che vorrei essere costruita
su di una roccia
di fronte al mare
a sentire…a sentire…
Sussulti impercettibili
spalancano i miei occhi
su quelli della vita
Nei miei sogni
sei sempre presente e dolcissimo
mi accogli fra le tue braccia
e mi doni le ali per volare…
Ma nella realtà
mi guardo intorno
e tu non sei qui con me.
E allora ascolto il mare…

 

 

 

 

 

 

 

 

 

EDDA GHILARDI VINCENTI
Senatrice dei Micenei
(Bergamo)

LE ORE DELLA SERA 

Vi è una malinconia 
sottile, pungente 
leggera
nelle ore della sera 

Le ombre scendono 
a fugare la luce 
del giorno,
a spegnere il tramonto 

Negli occhi stanchi 
scorrono lente
le ore del giorno 
passate, non vissute 

E' così triste la sera 
senza una parola 
di speranza,
senza luce nel cuore...

 

 

 

 

 

 

 

 

 

ARTURO GIACHINO
(Collegno-TO)

PRIMAVERA - AUTUNNO

Il pesco ride il suo rosa;
il salice specchia il suo pianto ... 
Fresco come l'alba
e leggero come un sospiro,
ritaglio d'affetto e voce del cuore, 
il tuo sorriso era parole
che avvolgevan più che abbraccio. 
Vesti di delirio gli anni dell'amore, 
a cuor che crede nelle favole
d'erbe e di fiori; di rami e frutti 
canto remoto, eco infinita... 
ridere con chi ride
piangere con chi piange, 
l'autunno è memorie
a rincorrere i passi della vita.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

ANTONINA GIAMMARINARO MONTI 
(A.GI.RO.) 
Senatrice dei Micenei 
(Firenze)

PROFUMO DI GELSOMINI

Con la corolla tremula,
inebri le mie sere, o gelsomino, 
e facile mi rendi il cammino
verso la meta mia ch'è sì distante. 
Mi perdo in te con lo sguardo sognante 
e più non penso al mio incerto destino. 

Una ghirlanda la mia mano intreccia 
suggendo il profumo delicato
che scordare mi fa tutto il passato. 
Il gambo dentro il fiore come freccia 
l'un dietro l'altro… e una strana treccia 
fiorisce come sogno immacolato.

Nuovo splendore danno alla mia pelle 
i candidi monili così puri
e gli occhi mi ridono sicuri.
Mi sento quasi vestita di stelle 
e le cose mi sembran tutte belle. 
Anche le ombre danzanti sui muri

che rifletton la luce della luna 
mi danno una certa sicurezza.
Nel cuore non c'è più alcuna incertezza: 
inesistente e vaga é ogni lacuna.
Tutti i pensieri la mente raduna
che parlano di gioia e di purezza.

A poco a poco i petali lievi
si staccano, ricadono e una festa 
di bianco mi ricopre: sulla mesta 
mia fronte si diffonde ormai di nevi 
un candore, che mille armonie desta 
e fuga tutta le miserie grevi.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

SAVERIO ITALIANO
(Delianuova-RC)

A GIOVANNI PAOLO II 

Al passo
su l'erte montagne 
s'invola leggera 
nell'alto
sulle cime innevate 
un'esile figura 
rafforzata
di aspetto divino 
si staglia 
superba nella 
sua semplicità 
ad inneggiare 
l'amore la forza 
la carità al 
debole uomo
che errabondo vaga 
disperso nella 
piccola terra 
quando la luce 
sovrana illumina
e la neve si 
scioglie al tocco 
lieve
del divino disegno

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

ANTONELLA LAGANÀ
(Reggio Calabria)


Donna sulla sabbia 
Olio su tela cm. 60x80 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

GIACOMO FAUSTO LORDI
Accademico dei Micenei
(Costa Volpino-BG)


“Cavallo”
Ferro e rame, cm. 65x45x8

 

 

 

 

 

 

 

 

 

LINA MACARI MISSERE
Accademica dei Micenei
(Rimini)

SOSPIRI NELLA NOTTE 

Erro nella notte 
sgranando secondi 
d'inquiete ore, 
alitando nel vuoto 
agitati sospiri,
mentre un gioioso vissuto 
affiora dal remoto.
Ne traggo spunti, 
per stritolare 
quei tasselli d'ansia,
che lastricano il mosaico 
malinconico che m'aggravia. 

Vibrano a me accosto
concerti di violini, 
creando struggenti melodie, 
impregnando l'anima
di bramosa felicità. 

Profumi intensi della notte, 
rimestati da lieve brezza 
rendono l'aria salubre 
che recependola
il respir mio si queta. 

Angeli fluorescenti, 
dalle ali dorate 
illuminano il buio, 
svolazzando luminose 
donano tepore al mio cuore 
solitario nella notte!...

 

 

 

 

 

 

 

 

 

MARCELLA MAZZONCINI
Procuratrice dei Micenei
(Pistoia)

RICORDO DELLA MIA VECCHIA MAESTRA 

Al mio apparire sorridevi. Gli occhi
ti brillavano come lampadine,
poi m'indicavi di sedermi accanto, 
e la tua gioia non aveva fine. 

Vecchia maestra! Quanti bei ricordi! 
Parlavi a stento, eppure io ti capivo... 
Maestra anch'io, tornavo al mio passato, 
quello che tu sentivi, anch'io sentivo... 

Tu scherzavi e ridevi ed io con te
e poi recitavamo le preghiere...
Non provai mai, con te, tristezza o noia, 
né furon lunghe quelle lunghe sere... 

Ora che i nostri incontri son finiti,
qui, sulla terra e tu non ci sei più, 
so che mi aspetti, là, nel Paradiso, 
dove vivi felice con Gesù.

 


GRAZIE, MIO DIO!

Ti voglio ringraziare, o Dio stupendo,
che oltre a darmi la vita,
hai voluto allietarla con i fiori,
tessendo trame,
d'infinite, magnifiche corolle!

Io voglio ringraziarti ad ogni passo,
cessar la fretta e meditar, pensosa,
sulla ricchezza immensa dei tuoi doni!

Grazie, mio Dio, per queste verdi piante,
per l'infinita varietà di frutti,
pei grandi boschi, i monti, il sole, il mare
e per il cielo,
che delizia lo sguardo,
con mutevoli aspetti!

Grazie per quell'amore che mi dai:
è tanto grande,
sì da donarne ad ogni creatura!

E benché innamorata della vita,
io voglio dirti grazie per la morte,
perché a Te mi conduce e Tu sei Vita,
la vera Vita che non ha tramonto!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

FILOMENA MELIS GIUSEPPINA 
Procuratrice dei Micenei
(Morano Calabro-CS)

LA VITA E' BELLA

La Vita è Bella,
la voglio vivere a piene mani, 
la voglio vivere finché avrò respiro 
con le gioie e i suoi dolori, 
perché DIO me l'ha donata, e farne 
parte di questo mondo e non 
sprecarla in girotondo.
La vita è bella e voglio goderne il cielo 
il sole e la luna, le stelle e il 
firmamento, la vita è bella
perché faccio parte di questo mondo 
perché DIO me l'ha donata, e lo 
ringrazio di questo dono,
perché è il dono più prezioso per 
ogni essere "UMANO" e per tutte le 
creature, ti lodiamo
oh "DIO d'AMORE."
La vita è bella e non sprecarla 
in girotondi, la voglio vivere 
per le sue meraviglie, e le sue 
bellezze, del mare e dell'universo,
la voglio vivere per le sue bruttezze, 
perché fanno parte della vita umana. 
La voglio vivere e rivivere, per 
risorgere dalle pene, dalle gioie,
dai dolori, e dai peccati, dai rimorsi, 
dalla povertà e dalle ricchezze, 
trionfarne tutti i giorni con
il perdono che DIO ci dà. 
Perché tutto questo fa parte 
dell'essere UMANO, che DIO CREO'. 
Ti ringrazio oh mio SIGNORE. 
Per avermi fatto parte di questo 
mondo, per la più grande avventura, 
"UMANA" per il più prezioso,
DONO che ci hai DONATO. 
"LA VITA"
"E TUTTO IL CREAT0."

 

 

 

 

 

 

 

 

 

GIANNA MORELLO
Procuratrice dei Micenei
(Reggio Calabria)

ERA UN CENTAURO MARCO BACCELLIERI

Andavi spensierato, dopo aver il tuo figlioccio coccolato! 
Eri Ironico. Solare. Dinamico. Affettuoso!
Viviamo del Tuo ricordo le risate! 
Oggi, in pianto son tramutate... 
Perché, atroce è crudele fu la tua passione...
La Tua passione, che ti portò verso la distruzione... 
Maledetta, la curva assassina!
Non ti diede scampo... gridano dolore, ora I tuoi cari! 
Straziata la tua mamma piange.(Domani compiva trent'anni!)

Affranti i tuoi amici... muniti di moto, caschi e tute,
così, come il tuo idolo, Valentino Rossi.
Sulla fredda bara, che il Tuo Amato corpo trasportava, 
v'era impresso un numero, il 46.
Si! Il 46 che la tua stessa moto portava... 

Il rombo delle moto m'assordava la mente, 
folte spine trafissero il mio cuore!
Il cuore di una mamma!
Ho gridato tutta la mia disperazione, 
mentre i tuoi amici t'accompagnavano 
verso l'ultima tua dimora!
Così, come sì fa per un grande Campione! 
MARCO! L'amico dei miei figli! 
L'amico di tutti!

Centauri! Se m'ascoltate!
Spogliatevi di tute, e i caschi deponete! 
E le bestie, si! Le bestie ruggenti... 
Quelli, che Assurgono la passione 
mentre vi stritolano il cuore... 
Mettetele via! Mettetele via!
Loro, si! Loro... vi trascinano 
verso l'ultima dimora!!!
Era un Centauro Marco Baccellieri...

SUSSURRI NELL'ANIMO

Il mio sguardo è volto al creato...
tra le note meraviglie della natura, 
mentre... il mio animo scaturisce tormento... 
L'evolversi del tempo... lascia spazio alla fede. 
Se ancora vivo, é grazie alla forza del Tuo Amore 
che veglia su di me e m'induce a lottare.. .
Alle soglie del Tuo sole scorre il mio tempo... 

Si beatificano i miei occhi velati di pianto... 
Tra distese di verde velluto, spiccano grandiose 
le montagne.
Di quel che mi resta, rimane perenne il Tuo Amore! 
Lo vedo nelle meraviglie del Tuo Creato…

L'estesa terra, il suo ricco mare, l'azzurro cielo, 
l'iridescente colore dell'arcobaleno.
Lo vedo in quel tramonto sognatore...
Lo vedo, quando le sue stelle toccano il mio cuore. 
Lo vedo, nel volo leggiadro di una candida colomba, 
di un'esile farfalla che bacia quel fiore.
L'annuso nel dono di un fascio di rose. 
L'assaporo al palato, quel delizioso frutto, 
il suo mielato sapore.

Lo sento, perché il mio cuore é ricco d'amore, sì! 
Là, dove son celati i miei tesori...
Il dono più sublime del Tuo Amore!
Grazie! Se oggi, mamma!... Mi sento chiamare. 
E GRAZIE A TE!
Perché, Sei Tu, mio DIO L'ECCELSO CREATORE!...

 

 

 

 

 

 

 

 

 

SERGIO NADALUTTI
Accademico dei Micenei
(Cividale del Friuli-UD)

...RIMANI SEMPRE CON NOI 

O Mio Signore! Dal tuo volto 
interpreto ed assorbo
quel dolore e quella sofferenza 
che mi soffocano l'animo. 
Signore! Lascia che in me 
rimanga impresso quel volto 
che sin da bambino adoro; 
lasciami almeno l'onore
di questo gran pregio
affinché Tu possa esser sempre presente 
e concedermi quel bagliore di luce
e di speranza che possa servire 
per il Bene a Te così dovuto.
... Ed infine, qualsiasi cosa 
sarò in grado di fare
per coloro che soffrono,
sia per Te segno di una sofferenza 
ed una spina in meno sul tuo corpo 
così sacrificato per l'Umanità.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

ELISA ORZES GRILLONE
(Roma)

IL PREZZO DEL DOLORE

Cancellò i voli
del presente
e strinse tra le mani
il dolore.
Raccolse i fogli
sparsi
e bruciò le sue parole.
La ceralacca
scioglieva il tempo
che il timbro portava 
e la stufa ingoiava
le fiamme.
Il giovane fratello 
vedeva le chiese bruciare
sul suolo spagnolo
e l'ultime ore segnava
mentre il parroco
preghiere recitava. 
Il sole tramontava 
sui monti..
L'ore della vita 
hanno il prezzo del dolore
il sapere d'essere vissute
e consumate.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

ASSUNTA OSTINATO
(Capua-CE)

LA NOTTE

Nel silenzio 
nel buio 
della notte,
ogni tanto si sente 
un ronzio di auto. 
La notte.
In cielo, solo 1e stelle 
come sentinelle 
luccicano e danno
un po' di luce. 
La signora luna 
con quel, 
faccione tondo 
sembra che vegli 
sul nostro sonno 
profondo.
La notte.
Riesce a nascondere 
i segreti ...di tutti. 
Ascolta... vede...ma 
è muta
come un pesce. 
Poi ...con
lo svegliare del giorno 
si ritira
in un sonno profondo 
per risvegliarsi
al tramonto del sole.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

ORIETTA PALMA NOTARI
Accademica dei Micenei
(Roma)

DOVE CORRI? 

Dove corri? 
Cammina piano, 
non andare in fretta; 

fermati,
poiché il tempo è poco; 

ascolta,
è il respiro della vita; 

vivila,
perché non durerà a lungo; 

comprendila,
perché è sospesa tra falsità e vero 

e soffermati soltanto
su sguardi intessuti di sole. 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

OTTORINO PENDENZA
Seantore dei Micenei
(Guidonia-Roma)

A PAULA COOPER 
(Contro la pena di Morte. 
Maggio1989)

MAI SOPRAGGIUNGA LA NOTTE 

Tuoi anche sono
questi rari sorrisi 
di cui vezzosa
la terra s'adorna, 
Paula Cooper. 
Così l'ombre grate 
dei boschi
e le piante
della viva foresta.
Tuoi sono i fiori dei campi 
e tua è l'acqua
che pullula chiara dai monti 
e irriga le verdi pianure. 
Tue sono le aurore
e le fulgida albe.
Tuoi, il sole; la luna, le stelle, 
tuo l'intero universo.
Così t'appartiene la vita 

che l'uomo 
vuole ora privarti, 
applicando leggi primeve. 
Ma lui non può condannarti, 
perché Dio
ti ha già perdonato. 
E il vago sorriso, 
che t'illumina il volto, 
è il segno del grande perdono. 
Anche il tuo cuore
è diventato più buono
ed esulta insieme al creato, 
glorificando con esso,
la pura Clemenza Dio. 
Ti faccia anche l'uomo 
rimanere per sempre tra noi, 
Paula Cooper.
Perché se grande 
fu il misfatto di ieri 
fu più grande il rimorso di poi. 
Vivi.
E su le tue fulgide albe, 
mai sopraggiunga la notte. 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

ENZA SANNA
Procuratrice dei Micenei
(Genova)

OTTOBRE

Passaron lievi i giorni dell'estate. 
E' il tempo delle nebbie, ora.
Ha spento la luce l'equinozio 
sulle prime rughe dell'autunno. 
Danzano le piogge ballerine 
sotto un concavo cielo procelloso 
ove svapora lo spettro franto dell'arcobaleno. 
Rotola un torsolo ai bordi della strada.
Un fervore di sole all'angolo deserto 
che laggiù all'orizzonte arrossa il mare. 
Respiro l'autunno dei viali
che un vento lieve trascorre 
e a breve muore.
Nel crepuscolo ombrato
s'increspa la luce tra gli obliqui pini 
contro il salso ribollir della marina 
e pinge d'ocra le cose
a sfaldarne i contorni come d'un quadro. 

Ride l'estroso fanciullo
pur nel rimpianto degli anni giovani perduti. 
Non smorza l'ora i miei pensieri di luce.
Si fa sogno da vivere, l'attimo 
realtà da sognare.
Laggiù a breve brillerà un fanale.

RIMEMBRANZE 

Mi vive negli occhi il tuo sguardo
come breve iridata felicità d'arcobaleno 
e la tua voce chiara senza tempo 
dolce ai miei sensi
le tue mani senza età
che sembran muover note nell'aria 
piano, quasi per non destarmi
in queste notti torride d'agosto. 
Dolci ricordi, mamma
a dire una memoria di gioia non lontana 
che scava zolle di rimpianti dentro
ed io indovino rumori e suoni a nutrire il mio canto. 
Vorrei dirti non so che parole
ma il silenzio più eloquente tra noi: 
non si descrivon certe tenerezze. 
Ora passato il tempo di sognare sogni, 
non correrà per me più il vento di maggio 
in danze di gioia sul mare,
la tua assenza come lama d'ombra sul guanciale sfatto 
e nelle mani un graspo nudo senza il dolce succo.
Te ne sei andata lieve
discreta come il commiato della luce 
come foglia caduta per mistero di vento 
già così lontana
che più non t'ha destato il rumore del giorno. 
Sei uscita dalla vita senza pena
come sapevi tu
con dignità e coraggio
in piedi, come i girasoli d'autunno.

INQUIETUDINE 

Nello stupore di quest'ora azzurra
quando l'ultima luce muore in un singhiozzo opaco 
e il gran silenzio solo m'è compagno
la tua presenza nella casa, madre 
m'è conforto e pena.
Nel dolore imparo nuovi affetti
ma nessuno come te mi potrà amare 
io, rimasta qui sola, tristemente viva. 
Una straziata nostalgia dà vita
a folle di ricordi mai obliati 
e un desiderio solo,
sia breve la tua paziente attesa.
Tenta l'alma le sue alchimie in certe cadute rovinose 
tesa alla coscienza del vero.
Solo oltre la siepe la verità dell'uomo e delle cose. 
La verità è mistero
silenzio il resto
ed anche la parola, ambigua 
fino all'ossimòro.
Con te lontana tutto ho perduto 
come se tu non fossi mai esistita 
io, ora, luna che brilla d'altra luce. 
I pochi affetti li ha rapiti il tempo 
rughe d'incerto solcano il mio cuore 
e l'asfodelo a grappoli prepotente sovrasta 
il prunalbo in fiore.
Non si cancellan certi lividi bui
e intanto dipana lento il filo della vita, 
una scommessa perduta ad ogni aurora.

OGNI NUBE...

Viva la tua presenza emerge 
dal fondo di un cassetto
tra i petali appassiti d'una rosa, 
ora che tutto corre
e il tempo consuma in vortici di fuga. 
Un pudore antico mi trattiene 
quando parlo di te,
spietata nel cuore e nella carne 
la lama del ricordo.
M'è dolore anche quel tuo amore senza fine, 
frammento di luce nel buio dell'ora
in questa primavera senza attese 
orfana del tuo risveglio. 
Lontani i giorni
quando ancor m'appariva possibile un ritorno 
ora la mano tesa a una vana carezza
mi torna vuota.
La tua presenza in me 
crea deserto intorno 
che non sempre colmi 
o io non so.
Ah, incrociare una volta il tuo sguardo, 
ma il mio nido infranto
è siepe fiorita nel deserto umano. 
In questa spenta dimora
tra suoni brevi d'antiche memorie 
ove si consuman profili
non ride più l'arcobaleno
ma calda risuona ancora la tua voce, 
che consola,
ché il buio è in ogni luce 
e luce in ogni ombra. 

Puoi pensare in grande 
solo se muori a te.
Ti dono questi versi lievi.
Ogni nube ha il suo orlo d'argento.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

FERDINANDO SANTONOCITO
Senatore dei Micenei
(Massarella-FI)

VOCAZIONE

Un dì intesi la
parola d'amore; tu mi
aprirai la porta del cuore
e a tu per tu ceneremo
insieme.

Sussurrai di gioia intensa;
la vita, la vera vita inondava
la mia anima.

Le mie tenebre furono rischiarate
da una luce intensissima.

Fu come l'approdo di una
nave al porto sicuro
dopo una intensa tempesta.

Mano invisibile si posò
sulla mia spalla, a
guisa di un cieco.

E il cuore si acquietò
in una felicità indicibile.

Era vera vita,
era splendida vita.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

VINCENZO SICILIANO
Senatore dei Micenei
(Casteldelpiano-GR)

REGGIO CALABRIA 1953 
"TRISTE COLONIA!"


Or più d'allora, ricordo quei momenti 
Il ritmar lo scalpitio del treno 
centinaia di bambini nei vagoni 
molti piangevano su lor cuscini 
con dentro, indumenti e commozioni.. 
Un cuore grosso per noi bambini!
la lontananza dei nostri cari
quello stacco di rotaie tra aranci e canneti 
il profumo della zagara ci invade. 
All'improvviso un profumo acuto 
qualcosa di odore celestiale!
denso colore, tra i nespoli e gelsomini 
un grande mare verde profumato 
"il bergamotto! "odore dell'oblio
il cuore si rallegra a tale olfatto 
la fame prendeva il sopravvento 
attenuata da quell'odor "di Dio!" 
pur se per noi. .. triste momento!. 
Tutt'or ricordo quel dolce profumo 
nei momenti tristi e di nostalgia 
Fantastico quel mare verde illuminato 
da tanti frutti dai colori accesi
il suo profumo, la grazia della gente 
incognito pensier ... il mio domani..

 

 

 

 

 

 

 

 

 

FALVIA STEIGER MAZZUCCHELLI
(Ascona- Svizzera)

NON INARIDIRTI

Non inaridirti
se, per pane, 
polvere di pietre 
danno a questo cuore. 
Corri come un bimbo 
in mezzo a un roseto 
spinoso ma solare.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

MARIA RITA VACCARO
(Milano)

LA VITA IN UN BALENO
(da un fatto di cronaca)

Sei nato.
Hai visto il mondo,
la sua luce;
ma è stato un lampo,
il lampo della vita.
Chi nascere ti ha fatto
già ti ha rinnegato,
azzittendo il tuo
vagito di neonato.
Nella pace e nel silenzio
sei calato.
Ancora ti domandi
il perchè di tal rifiuto.
Mi sembra di sentir
questa domanda
ed il tuo pianto
per aver attraversato
il mondo
soltanto in un baleno.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

AMELIA VALENTINI 
(Pescara)

INFINITA ATTESA 

Ancora attendo stasera, 
come è sempre un'attesa
ogni respiro di vita
lontano dalla luce del tuo sguardo, 
infinita attesa,
infinito silenzio
nell'eterno presente dell'anima. 
Il tuo passo attendo,
promessa sognata
di un concorde cammino nel tempo,
irraggiungibile desiderio.
Così mi aggrappo
all'onda infinita che temo 
chiamare amore
nella profonda ferita 
della tua assenza,
come la foglia tremante
s'affida al soffio caldo del vento, 
cercando l'amato sorriso del sole.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

FRANCA VENDRAMIN LEONELLO
(Sesto San Giovanni-MI)

MAUTHAUSEN al n° 6

Erano come alberi senza radici e senza corteccia, 
dai germogli spenti alla fioritura.
Trascinavano il corpo come una fiera e vivevan 
nella polvere senza speranza.
Seppelliti erano i fiori nell'acqua, 
mentre il vento piangeva e gridava...
Polvere di uomini nei vicoli sparsi nei tristi silenzi del cielo, 
ma al pianto d'un bambino, scavavan e mordevan la terra... 

Le torture non finivano mai e le donne al n° 6, subivan 
punizioni corporali... Per questi elmetti d'acciaio,
la morte era un delirio.
Il terrore, l'angoscia e le urla dei bambini, comprendevan 
antiche policromie di morti. Il morso della violenza, 
falciò tutte le essenze. Le anime vivevan nel corpo e 
bruciavan nel sangue dei fratelli... Il teschio
rideva e disturbava il sonno ai morti...
Ma l'ansia di rinascere, donava a loro due facce. 
Potevan scherzare anche con l'altra. Potessimo senza 
la carità di un tempo, ritrovare il desiderio di un 
crepuscolo calmo ed una mandria impazzita, scabra ed 
insperata, diventi inerme...
Diventare di pietra, morire di pietra e non rider più 
al vento della sera... La loro identità moriva
e gridavano in coro... IO MUOIO... IO MUOIO... IO MUOIO... 

Ma nel 45 le donne di MA UTHAUSEN al n° 6,
ebbero la fortuna di festeggiar l'addio.
Così le gemme bruciate dal gelo, continueran a fiorire... 

Ma nel LAGER, regnerà per sempre la morte!