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SI CHIAMAVA di Isabella Michela
Affinito |
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Si chiamava Vincent Van Gogh (1853-1890, olandese)
e dai suoi quadri le mie osservazioni sono mutate in poesie che vogliono
in qualche modo cambiare in amabile ricordo quella che fu una vita di
spiacevoli momenti. Liriche che riprendono alcuni titoli dei suoi
innumerevoli dipinti descrivendo il contenuto come un canto. Una tragedia
la sua interpretata nella maniera più artistica che esiste, quella cioè di
dipingere tutt'altro rispetto allo stato d'animo interiore ulteriormente
aggravato dell'incomprensione di chi misurò erroneamente il vero intento
altruistico del pittore. Il suo solo decennale percorso artistico fu un
impasto (nel vero senso del termine pittorico) di soggetti tratti dal
vero, quei contadini nelle loro semplici mansioni giornaliere, la
sconfinata natura ripresa quando più stava donando, i ritratti e i
molteplici autoritratti fonti di studio per una pittura sempre più
espressionista e meno impressionista. Anticipò infatti, quello stile che
in seguito diventò corrente artistica per l'importanza di ciò che
si
voleva dire anche alterando soggettivamente la realtà e non per come si
realizzava il quadro tecnicamente seguendo lo spostamento delle ombre.
Una sorgente inesauribile di vita anche attraverso i suoi inconfondibili
fiori, creature seppure silenziose evocate a riempire il contrariato
mondo di Van Gogh.
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QUATTRO di
Michele Alemanno Ed. 2011 |
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Buffon,
nel suo "Discorso sullo stile", formula l'aforisma "Lo
stile è l'uomo". Certamente, in virtù del suo stile linguistico,
lo scrittore si rivela, si lascia scoprire, esprime la sua personalità
letteraria, il suo modo di leggere la realtà, di comunicare e di
porgerci il suo pensiero nelle più varie sfaccettature. Così
l'illustre scrittore Michele Alemanno in quattro lunghi racconti -
"Prima dell'oblio", "Ombre", "Dove finisce la
nebbia", "Oltre le sembianze" - ci trasmette i suoi
sentimenti, seguendo il filo di fantasie che lambiscono la realtà, una
realtà incentrata soprattutto sull'amore e sugli umori dei
protagonisti, non per far rima, ma per far emergere dal cuore il
desiderio di amare, di amare la vita, di dialogare su svariati temi, di
attingere il sublime per riconoscersi uomo tra gli uomini. Nel
racconto Prima dell'oblio l'Alemanno si muove alla
ricerca della felicità, vuol volare, ma la felicità era del passato e
non può ritrovarla nel presente. Rimane la nostalgia, il senso della
temporaneità: "Elena era il risultato di un sogno che ora
svaniva". Il
racconto Ombre ha per protagonisti Nova e Carlo. Ma quante
immagini! Lago opalescente, nuvole, neve sono lo sfondo di una
narrazione avvolgente e travolgente. L'amore raggiunge l'alta tensione
quando Carlo dice a Nova: "Con te vedo tutto quello che vuoi farmi
vedere"; quando Carlo offre a Nova una rosa rossa come misura del
sentimento di lui. Ci colpisce l'immagine di Nova, che blinda i suoi
pensieri nel suo cuore. In
Dove finisce la nebbia Maria e Sandro sono legati da
profondo amore. Spettacolare l'immagine della nebbia che ricopre ogni
cosa. Il fumo della sigaretta che si confonde con la nebbia. Sono
quadretti stupendi! Michele Alemanno è, altresì, affermato pittore,
per cui anche quando scrive dipinge, con la sua aurea penna e con la sua
alata fantasia, con fervore logico e psicologico. Oltre
le sembianze è un
racconto che inizia con l'immagine delle volute del fumo. In partenza il
lettore non conosce i nomi dei protagonisti. Solo dopo una lunga pagina
si viene a sapere che lui si chiama Andrea. Bellissima l'immagine della
notte che si dilunga nella staticità delle stelle. Questi
pochi cenni, queste rapide impressioni, questa panoramica dei racconti
in parola sono riferimenti che danno prova del taglio psicologico della
narrazione, dello stile linguistico di Michele Alemanno, della sua
straordinaria capacità creativa. La lettura diretta convince ancor di
più, apre tanti spazi al nostro spirito, che nel dialogo matura e
approda alla gioia di vivere.
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ANFRATTI FIORITI, di Grazia Marzulli Ed. 2003 |
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RISONANZE di Giovanni Scribano |
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LA RIMA BACIATA di Vincenzo Mangione Accademico dei Micenei Ed. 2003 |
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“... Con la recente silloge dedicata alla Madonna di Ripalta, protettrice di Cerignola, Vincenzo Mangione ha tradotto il sentimento della fede in lirica descrizione, come cronaca poetica di una tradizione ricca di messaggi umani e come atto di speranza che é propiziatore di vita. Nella ritmica descrizione di liturgie ed intrattenimenti, cultura ed arte, carri trionfali, concerti sinfonici e manifestazioni teatrali, carichi di antiche emozioni e di ricordi, alberga il silenzio del raccoglimento con la mente e lo spirito rivolti alla celeste Madre, quale comunione spirituale che solennizza preghiere sonore e canti di ringraziamento per il dono della vita. Preghiera per la sorte del mondo,ancora immerso nel male dai molteplici volti. Un ringraziamento in versi che assume la voce di tutto il popolo di Cerignola, sempre fedele al patrimonio spirituale del passato ed ancora più fiducioso nel costante, materno conforto di Maria “. Con “La rima baciata”, Mangione ripropone la sua poetica come riflessione che raccoglie ispirazioni e dediche rivolte alla quotidianità, ma anche alle grandi speranze, alle paure ed ai drammi dell’Uomo. Dalla semplice ed amata tazzina di caffè, ai venti di guerra, alla festa della donna, alla perniciosa sigaretta, alla calda stagione, alla cultura della legalità ed alla salvezza della nostra Terra, egli coglie alcuni aspetti della vita come l’imprevisto, l’inaspettato, l’amore, la ricerca dei valori, la necessità di considerare il nostro “Mondo” come rifugio di tutti gli uomini, come oasi da preservare per le generazioni a venire. Sempre ritmica ed equilibrata risulta l’armonia compositiva che, nell’identità di suono di due versi consecutivi mantiene costante la vitalità espressiva che è dote particolare ed autentica del Poeta. N.H.P.S. Cav. Michele Alemanno Presidente e Rettore Accademia dei Micenei
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VIAGGIO INFINITO 2° di Antonio Mollo Senatore dei Micenei Ed. 2003 |
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“… Mollo ritorna sul sentiero delle stelle ed alla luce opalescente di lontani universi raccoglie i bagliori interiori che agitano mondi ancora sconosciuti, che implorano il tempo per altre attese e nuovi itinerari, nell’eterno alternasi del giorno e della notte. Attese e speranze perdute, disperse ai confini della vita, domande senza risposte, invocano l’origine, ma anche la pace avvolta da chiome fluenti, baciate dalla Luna che indica appuntamenti silenziosi cosparsi di petali, all’ombra del domani, che non può essere nulla. Valicare i limiti per raggiungere verità inoppugnabili e lontanissime, ripercorrere anche il tempo in questo spazio infinito che non giustifica il vuoto, avvicinarsi all’inizio dove la materia si fa così piccola da diventare energia e misurare la propria solitudine per farla esplodere in luce abbagliante per generare amore che dilati anche il tempo, fino alla percezione di un Dio. Vagabondo delle stelle, Antonio Mollo riprende il suo viaggio sentimentale per una nuova sosta là dove anche il buio non è solitudine, ma necessario per gli infiniti splendori che diventano compagni cosmici della sua malinconia. Poesia appassionata ed autentica melodia, che rivolgendosi ancora agli spazi infiniti, è la nuova misura dei giorni che scorrono.” N.H.P.S. Cav. Michele Alemanno Presidente e Rettore Accademia dei Micenei |
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NELL'AFFLATO Senatrice dei Micenei Ed. 2004 |
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Ricorre in questa silloge l’invocazione del silenzio per dare voce all’amore, unica verità che fa la differenza fra esistere ed essere e Morello vuole “essere”. Il tempo remoto è il punto di partenza nel ricordo degli affetti perduti, le dolci parole sussurrate senza presagi di dolore e gioie e speranze di pace. E’ da lì che il suo desiderio poetico prende forma per farla sentire ed essere figlia, madre e donna sulla scena dell’amore per comporre musica del cuore e captare le vibrazioni di un’immensità che è vera vita ed anche fede, per comprendere ancora una volta che nulla è finito.
N.H.P.S. Cav. Michele Alemanno |
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IL MIO DIALOGO |
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In copertina |
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OLTRE
LA VITA di
Andrea Esposito Procuratore dei Micenei |
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Mazzoncini
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ACQUA
DI FONTE di Marcella Mazzoncini Procuratrice dei Micenei |
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PER SEMPRE
di
Otello Bizzarri Procuratore dei Micenei Ed. 2004 |
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SUSSURRI di
Marco Incerti Accademico dei Micenei |
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N.H.P.S. Cav. Michele Alemanno |
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Fantasie, di Clara
Zagaglia Senatrice dei Micenei
Ed. 2004 |
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Tutto diventa mito incorrotto al segno dell'amore e del magnifico miracolo della natura, che nei versi della poetessa diventa canzone cantata con gli accordi della fede e della speranza, stupita dai sogni e dai ricordi ancora splendenti come stelle nel mare della vita, quando tutto diventa dono di un Dio, in perfetto equilibrio, senza più bisogno di un perché e senza più tramonti!
N.H.P.S. Cav. Michele
Alemanno |
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di Michela Porro
Ed. 2004 |
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DOVE?
di Gianfranco Scali Ed. 2004 |
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IL CIELO NEL TEMPO di Rosario Bevilacqua Accademico dei Micenei |
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TRA TERRA E
CIELO di
Edda Ghilardi Vincenti Accademica dei Micenei |
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HUMANAE LITTERAE di
DONATO PALMIERI Procuratore dei Micenei Ed. 2005 |
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LUCE di
Ferdinando Santonocito Senatore dei Micenei Ed. 2006 |
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CANTI D'AMORE di GIANNI
SPAGGIARI Senatore dei Micenei Ed. 2007 |
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Il
poeta rivela, passo a passo, delicatamente e senza sterili ricercatezze,
tutto il suo fervore artistico attraverso una serie di immagini e
riflessi, tutti protesi al canto dell'amore. L'AMORE |