DON ANTONIO DOMINICI

Senatore dei Micenei

 Spoleto (PG)


1917 - 2007

Don Antonio Dominici riceve dal Sindaco di Scheggino il Decreto con il quale il Presidente della Repubblica Italiana Carlo Azeglio Ciampi gli conferisce l'onorificenza di Commendatore.
( Dato nella sede della Prefettura di Perugia 
il 19.11.2003)    



Don Antonio Dominici nasce a Campello sul Clitunno in provincia di Perugia il 26 giugno 1917. 
Parroco dal 1944 fino al 2000, vive da solo da oltre trent’anni. Per quarant’anni ha fatto l’orologiaio fino a diventare un esperto attrezzatissimo.
Nel 1985 lasciò gli orologi per attendere alle api, istruendo quattro allievi che lavorano brillantemente. 
Dal 1990 si è dato, per caso, alla poesia ed ha preso parte a vari concorsi.
Dal 1992 ha scritto un libro di poesie all'anno. 
Attualmente in pensione, non sa fino a quando farà poesia!

Michele Alemanno, Presidente e Rettore dell’Accademia Internazionale dei Micenei di Reggio Calabria scrive :
 “Don Antonio Dominici (...) propone un nuovo modello artistico di espressione, dal procedere lento, ma deciso, verso le più alte vette dell’anima.
E' la fede, la chiave interpretativa della sua vita significata da una forma stilistica sobria e ricchissima di messaggi. Così alle parole sgorganti da un’esperienza d’amore profondo, sovente si innescano quelle di un Amore ancor prima donatosi: Amore di Figlio, Amore di Padre e di Madre.
Testimonianza dunque la sua nata dal far propria l’esperienza del povero di Nazareth, tanto da parlare con la sua bocca, donare con le sue mani e amare con il suo cuore. E così pure soffre per le sue ferite, piaghe impresse nel profondo dell’uomo che ha scelto la vita, ma che alla vita lo portano facendolo morire ogni giorno. Come un messaggio nuovo, inaudito, la gioia della fede è l’incenso che trasuda dalle sue poesie, a voler significare l’offerta gradita e la lode perenne che è risposta d’Amore che ama”.

IL CRISTIANO

Chi è il cristiano?
E' l'espressione del mistero
dell'amore di Gesù,
che per l'uomo si è abbassato
fino a farsi uomo,
nato in una stalla e morto in croce!
Con il battesimo l'uomo è diventato:
"Figlio adottivo di Dio e fratello di Gesù,
e membro del corpo di Gesù,
lo sono la vite e voi i tralci.
Tra la vite e i tralci c'è una
unione intima, la linfa della vite
passa sui tralci e i tralci producono
frutti di vita eterna.
Meraviglia delle meraviglie,
l'uomo è quasi un semidio,
è talmente unito a Gesù
che è santo, e se ha molta fede
e amore, può ottenere miracoli.
Gesù, Sapienza eterna,
donaci di gustare
la tua dolce amicizia.

DUE CUORI A SERA.

In un incontro a sera,
immersi in un religioso silenzio,
solo i nostri cuori
palpitavano d'amore.

     Quando il vento sfiorava
     le tenere foglie
     e lo stormire era
     un fiume di parole
tu con il tuo linguaggio tenero
riscaldavi l'anima d'amore.
Immersi in un’atmosfera di paradiso
ci coglieva il primo raggio dell'aurora,
     in un mistero silenzioso,
     tra flora superba,
     per colori e profumi
     fauna varia e bella...
acque sorgive,
in dovizia di particolari,
che davano alla natura
un senso di magia,
     capace di farti sognare
     un mondo ideale,
     fatto di grande amore
     che rende felici.
Ora sono solo a ricordare...
Tu sei parte dell'anima mia,
anche se lontana tra le stelle,
nella contemplazione
     di questo mistero
     che è il creato intero.
     Quanto è triste non averti,
     quanto è duro dimenticarti.
No, non ti dimenticherò mai,
perché eravamo un cuor solo
e un'anima sola.

RICONOSCIAMOCI FRATELLI  

Come macchine impazzite 
Corriamo verso il nulla,
dimentichiamo il senso della vita
scalando vette effimere.

Lungo la via senza meta,
abbiamo dimenticato
l'essenza della fratellanza,
il senso della famiglia
l'amicizia e noi stessi.

Divorati dall'egoismo,
dall'indifferenza,
isolati da profondi silenzi
non ci accorgiamo
di chi ci sta intorno.

Come una pianta rifiorisce
Bagnata dalla pioggia di primavera,
un roseto torna a sbocciare,
così il nostro cuore inaridito
se verrà fecondato dalla parola divina,

e riscaldato da un raggio di sole
potrà abbattere le pareti
dell'incomprensione,
dell' indifferenza
e noi tutti ritorneremo fratelli
nell'amore.

E' vicino il Natale
quale occasione migliore
che ascoltare il canto degli angeli

"Pace in terra agli uomini di buona volontà
per stringerci la mano
e sentirci fratelli in Gesù?
Buon Natale.

LE ZAMPOGNE 

Per il paese passano
alcuni pastori abruzzesi,
vestiti di pelli di capra
suonando le zampogne.
Quelle note squillanti
mi fanno vibrare il cuore
al canto di "Tu scendi dalle stelle"
canto antico
ma sempre attuale.
Il mio cuore non regge
alla commozione
cado in ginocchio e dico:
"Gesù, quanto ci hai amato!
Hai lasciato il Paradiso
dov'eri in compagnia
di miliardi di Angeli
per venire a nascere, come uomo,
in una grotta di Betelem.
Che vogliamo di più?
Riempi, Gesù, il mio cuore
del tuo immenso amore.

DINANZI AL PRESEPIO  

Povero e nudo, Ti vedo, Gesù mio, 
giacente in poca paglia
e mi domando:
"come mai Tu che sei il padrone del mondo
e tieni in mano il cuore degli uomini
hai accettato di nascere in una stalla?
Povero, per arricchire me della tua divinità,
bambino, perché non temessi la tua Maestà,
di notte, perché sei la luce del mondo,
in locale freddo
perché Ti riscaldava l'amore della Mamma,
hai dimostrato tanto amore
perché avessi fiducia in Te,
Ti sei fatto uomo
per riconciliare il mondo col Padre
e perché io diventassi tuo fratello
erede del paradiso riconquistato.
Alla luce del tuo presepio, Signore,
capisco perché le braccia stendesti sulla croce:
per abbracciare tutti gli uomini, tuoi fratelli,
e dire: la Redenzione è compiuta
arrivederci in paradiso.

L'AQUILONE 

In un prato dall'erba corta
Coperto da fiori di mille colori,
un bambino a piedi nudi
gioca col suo aquilone,
poi lo lascia volare.
Il vento lo porta lontano.
Il bimbo non piange,
ma batte le mani
lo segue con lo sguardo
in alto nel cielo.
Gli chiedo perché l'ha lasciato.
Voglio mandare un messaggio a Gesù
Per la mamma che non ho mai conosciuta,
morì nel darmi alla luce.
O nubi che minacciate tempesta
Non impedite al mio aquilone
Di andare là dove è Gesù,
siate pietose

ascoltate il desiderio di un bimbo,
che non ha mai conosciuto l'amore
della sua mamma.
Un venticello da nord
Dissipa le nubi nere,
torna il sereno
e l'aquilone scompare come un sogno
nell'azzurra immensità.
Dal cielo la mamma
Avrà sorriso al suo bambino
E lo proteggerà
Perché anch' egli raggiunga
Quella felicità.
Da quel giorno
Una nuova stella
Si accese nell'oroscopo del bambino
E lo guiderà nel mare della vita.
Ogni sera s'addormenta
Sognando una mano

Che lo accarezza dal cielo.

CHE IO CANTI LA TUA LODE

Aiutami, Signore,
a cantare le tue lodi:
dammi voce per esprimere
la maestà dei monti
l'immensità dei mari
il trillo dell'usignolo
al mattino,
il ruggito
delle belve della foresta
\il fruscio del vento
dopo il caldo,
il profumo soave dei fiori
in primavera,
la gioia d'una mamma
che abbraccia il suo nato
Tu sei alito che accarezza
Le cime degli alberi,
luce che inonda
i campi di grano all'alba,
gemito dell'intera natura,

desiderio dei cuori
che ti cercano con ansia.
Ogni essere vivente
Ti loda senza saperlo,
solo l'uomo,intelligente e libero
Può conoscerTi
E lodare il tuo nome
Che è grande su tutta la terra.
Dammi voce
Per chi non ha voce,
per tutti coloro
che non sanno esprimere
il loro grazie
per il dono della vita.

 

AI PIEDI DELLA CROCE

Il mio cuore è qui; Gesù,
ai piedi della croce,
perché Tu sei la via,
la Verità, la Vita.
Nelle tenebre
sei la Luce,
nel dolore sei il conforto,
nello smarrimento
sei la guida,
nel peccato sei il perdono,
il buon Pastore
che cerca la pecorella smarrita,
nella delusione;
la speranza.
Tu mi sei sempre vicino,
per risollevarmi
quando cado,   
per incoraggiarmi
quando rimango deluso,
perché Tu sei venuto
per salvare il peccatore,
per rifare l'uomo
figlio adottivo di Dio.
Tu hai detto:
"Senza di me
non potete far nulla,
io ho vinto il mondo,
con me potete fare tutto".

AMARA SORPRESA

Avevo tanto desiderato
avere un figlio bello
con i riccioli d'oro e gli occhi azzurri,
come il bambino
che avevo baciato in chiesa
il giorno dell'epifania,
mentre la gente cantava:
" Tu scendi dalle stelle".
Sì, un bambino che venisse dal cielo,
come un angelo,
plasmato dalle mani perfette di Dio.
Invece ho dato alla luce
un bambino imperfetto
che mi guarda con occhi tristi
e sembra dirmi: "Mamma
perché mi hai fatto così?
A vederlo,
mi sento straziare il cuore.
Che colpa ne ho io?
Dimmelo tu, se puoi.
Io credo di essere stata
una donna onesta in tutto.
Non fumo, non bevo, non mi drogo.
Non voglio avere dubbi,
non ho argomenti...
Signore, apri i miei occhi
perché veda in questo bambino
la tua immagine
ed avrò la forza di amarlo.

AMORE CHE AMA
(Poesie)