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ELENA
ANGELINI L
'ECO DELL'OM... Sentii
senza avvertire, percepii, cominciai a vivere con me stessa, con ciò
che mi era stato donato. Aprii gli occhi... vidi. Sbocciò l'Anima:
amai. Si affacciò la mente, mi accorsi di pensare. Ma, era un piccolo
mondo. Ero piccola anch'io. Il pensiero se ne andò in compagnia del
desiderio di conoscenza, amare, pensare. Entrai nel mondo magico dei
numeri... Ammiravo le mie mani, sbocciavano come un fiore, cinque petali
ciascuna... così i miei piedini. Feci un po' di fatica... Ma, arrivai a
venti. Uno più uno, più uno...magico UNO. Babbo, mamma, tutte le
persone, avevano venti dita. Questo piccolo UNO se ne andava da solo,
sempre presente, capofila, era birbone, accennava un "marameo"
...e se ne andava... e non si stancava. Magnifica la notte, prezioso
cobalto trasparente, incastonate le stelle. Mi abbracciava il suo
fascino...e cantavo, cantavo, perdevo il conto, mi abbandonavo a dolci
sensazioni, mi smarrivo nell'estasi, e gioivo, quasi impalpabile,
nell'immensità del mio piccolo cielo. Mi perdevo, IO, povero Pollicino,
fra numeri e stelle, piccola come un seme di miglio... Chiedevo, mi
davano risposte, ripetevano una parola misteriosa... INFINITO. Infiniti
i numeri, infinito ciò che esiste oltre le mie stelle... Per
me inconcepibile. Desiderio umano, forse una affascinante invenzione del
pensiero, un desiderio indistruttibile. Gli Scienziati hanno risposte,
ma non certezze...Andare, andare, andare ... ..contare, contare,
contare... Viviamo
in un mondo fatto di cose finite... Questa è una realtà. La
limitazione, ciò di cui siamo circondati ha un principio e una fine ...
Un boccio di rosa... petali sparsi sull'erba. È rimasto un calice su
cui si evidenzia la speranza, ornato di stami e di pistilli... La
caducità. Cerco di sollevarmi oltre questo mio provvisorio
pellegrinare, su una T'erra che non conosce sogni, e, vado, vado oltre,
e non riesco a fermarmi, a concepire la fine di una
misteriosa immensità... numeri e stelle... e vado. Vorrei
incontrare DIO, non un dio dalle umane forme dai cento nomi, conteso
dagli uomini, fino al punto di giustificare guerre e torture, giochi
sanguinari, ...e oltre. Ma quello dell'amore. E
lo incontro nella perfezione, nell'ordine del Creato, lo incontro nella
potenza delle Galassie, irraggiungibili, nel loro inarrestabile andare e
mi pongo tutti i perché irrisolti. Io, muone, in questo immenso
moltiplicarsi, distruggersi riformarsi, io provvisoria per una
infinitesimale frazione di inesistente tempo, con desiderio di
progredire, io, ad incontrarmi non questo unico DIO nelle inesplorate
immensità dei mondi sconosciuti. IL sottile eco dell'OM si espande come nebbia argentea, danzano gli Angeli, al ritmo dell'AMORE, musica su unica nota, appena dolcemente sussurrata, a consolare il cuore, dispersa fra gli spazi siderali incontrollabili delle Galassie. |
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NOEMI BONFIGLIOLI BERNARDI ATTIMO FUGGENTE |
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"Il bianco giglio, simbolo di purezza" |
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IL CANDORE DEL BIANCO GIGLIO |
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Nel 1989
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GIANNI CORRADINI COMPAGNI COSMICI Sguardo rivolto |
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ANTONIETTA DE ANGELIS DEL MEDICO
UN GIORNO X Un giorno x
NOI
CHI SIAMO? "A
mio parere è arrivato il momento di scendere coi piedi per terra... tutte
queste fiction dei tuoi sonni costituiscono una favola, degna del miglior
Verne, ma dove sono le risposte vere alle tue immaginarie intuizioni
sognate?... Anche nel mito troviamo una soluzione assai sbrigativa circa
l'origine del genere umano - aggiungeva ora con fare divertito - leggiamo
addirittura che due semidei, Deucalione e Pirra, scampati ad un diluvio
universale, abbiano ripopolato la terra lanciandosi dietro le spalle
pietre che si trasformavano in uomini e donne. D'altra parte, ci sarebbe
da ridere al solo pensiero che l'uomo possa derivare da un grosso seme
vegetale. Ma non perdiamoci sulle ipotesi del possibile... accettiamo la
teoria del gran padre evoluzionista o, se volete, il principio della
creazione ma, per carità, non facciamoci venire un esaurimento nervoso
per discutere di queste cose... stiamo bene come stiamo... ". Io
stessa, affascinata dalla teoria di Michele, che a mio avviso stava tra
fantasia e ragione, pur se sognata, cominciai a riflettere sulle possibili
origini della vita sul nostro pianeta. Mi
ricordavo di una lettera in cui l'autore ci riteneva tutti figli delle
stelle. E se dunque siamo figli delle stelle - pensavo tra me e me, anche
in armonia con le idee di Michele - perché non dei semi colorati che gli
alberi lasciano cadere per far nascere le farfalle! Capivo
che era da ritornare con saggezza sulla via delle evoluzioni della materia
stellare, che bisognava riattraversare questo grande fiume di cui facciamo
parte tutti. Dallo sbocciare delle prime forme inorganiche a quelle
organiche monocellulari, fino al fiorire di quelle gigantesche degli
esseri animati. E
l'uomo stesso, non è forse la sintesi di tutti gli elementi che
conosciamo e forse di quelli che non conosciamo? Non
è forse egli stesso lampo e tuono, acqua e fuoco, albero e seme? E la
sua intelligenza, il suo pensiero, non sono forse il segno della velocità
della luce? E se a tutto ciò avesse provveduto un Dio? E il
sogno, questa parte del sonno, cosa può essere mai? A quali forze
ancestrali si lega? Che cosa indicano veramente i suoi segni? A chi? Mi
rendevo conto di aver ripreso una strada lunga e difficile, tanto più
difficile da percorrere perché non più del sogno, ma della verità,
lungo la quale i miei passi inciampavano già nei primi punti di
partenza... Di
tutta questa meraviglia di pensieri, così diversi e a volta non privi di
significato serio, la bella portatrice era stata la Giovanna con la favola
del suo sogno, non importa se inventata tutta da Michele o no. Ormai
era passata l'ora del crepuscolo, il mare aveva perso i suoi colori
pomeridiani ed era divenuto un grande fiume scuro, tormentato dalle
correnti. Dietro la linea dell'orizzonte e nel cielo della notte, si
vedeva, preceduta dal primo
quarto di luna, la prima stella vespertina. Assieme sembravano un lucente
cocchio, spinto piano piano da una fata invisibile... Anche le squame del grosso merluzzo, appena pescato dalla Giovanna, brillavano come tante monete d'oro sotto la luce delle stelle ormai numerose nel gran carro del cielo. Da "Giovanna la pescatrice - Una lavoratrice madre. |
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REMO FAVERO SENTIRSI UNO COL TUTTO |
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MARCO LANDO I RICORDI Il tuo valore d'ortica, la selva e la notte |
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FULVIA DONATELLA NARCISO (Viulfa) NAVICELLA |
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GIORGIO PIPITONE VERSO IL FUTURO CHE È DENTRO DI NOI Il dubbio che ognora |
| CLARA ZAGAGLIA Procuratrice dei Micenei (Castellazzo Bormida-AL) LO SGUARDO CORRE VERSO LE STELLE Spesso guardo il cielo e mi sembra che profumi di stelle, alte, limpide, cristalline, belle, sì da commuovere il cuore e far nascere un profondo amore... Il cielo è lo spazio immenso, lo spazio infinito, che continua senza limiti in tutti i sensi... Allora penso all'Universo, a questo nome misterioso, con cui s'indica l'insieme delle cose esistenti nello spazio infinito... La Via Lattea non è che uno dei tanti Universi, che costituiscono l'infinito Universo... Sono misteri, che non so spiegare ma resto, incantata, a guardare... Rifletto su come il Sole è la nostra vita e tanto ci affanniamo, per trovare il necessario per vivere con alacrità e movimento..., Vado, col pensiero e con la fantasia, a ciò che sarà in avvenire, all'al di là, promesso dalla Religione ed a ciò che mi deriva dall'intuito creativo. |