Maria Rosa Gelli
(Arezzo)

Procuratrice dei Micenei 


Maria Rosa Gelli è nata in Toscana e vive ad Arezzo.

Giornalista pubblicista collabora regolarmente a delle testate giornalistiche in seno alle quali cura rubriche ed articoli vari.

Poetessa e scrittrice ha vinto numerosi premi letterari sia nazionali che internazionali, ottenendo in molte occasioni il 1° premio.

Sue poesie sono inserite in volumi antologici anche a carattere didattico. Alcune sue opere sono state tradotte in inglese, francese, spagnolo, rumeno, arabo.

Ha pubblicato le raccolte di poesie : "Una promessa è una promessa" , "Dietro lo specchio" Edizioni Giuseppe Laterza di Bari, "Parole d'amore" Otma Edizioni, "Capace di volare" Ed. Montedit ed i romanzi "Una goccia nell'oceano" Ed. Colombo e "Finalmente l'amore vero" edito da Carta e Penna.

E' Senatrice dell'Accademia Internazionale dei Micenei, Accademica dell'Accademia Internazionale Vesuviana, dell'Accademia di Paestum, dell'Accademia Armonia delle Muse, dell'Accademia Universale Federico II di Svevia, Accademico dell'Accademia Internazionale di "Pontzen"( Roma), Accademica dell'Accademia Internazionale Contea di Modica, Accademico dell'Accademia Internazionale "Il Convivio", dell'Accademia Internazionale dei Sarrastri di Lettere Arti e Scienze, del Cenacolo Accademico Europeo Poeti nella Società, dell'Accademia Universale Vittorio Alfieri, Accademica dell'Accademia Universale Giosuè Carducci e Accademico dell'Accademia Nazionale d'Arte e Cultura "Il Rombo".

Membro d'onore ad vitam dell'Imperiale Accademia di Russia con Master H.c. in Doctor of Philosophy.

Fa parte dell'A.N.P.A.I. (Associazione Nazionale Poeti, Autori e artisti d'Italia) di S. Margherita Ligure dal quale ha ricevuto l'Oscar della Cultura Europea, del Circolo Poeti e Scrittori di Empoli e della F.E.B.A.C ( Federazione Europea Beni Artistici e Culturali).

E' membro Honoris Causa a vita del Centro Divulgazione Arte e poesia Dell'Unione Pionieri della Cultura Europea di Sutri (VT) e dell'Unione Operatori Artisti Marigliano. E' Procuratrice dell'Accademia dei "Micenei". Cavaliere della Cultura 2008 .

Di lei hanno scritto importanti critici, tra i quali Ferruccio Monterosso, Rita Gaffè, Michele Alemanno, Tina Piccolo, Carmine Manzi, Luigi Pumpo, Lello Spinelli, Enza Conti, Paolo Borruto, Giorgio Marchi, Stefano Mangione e riviste letterarie di rilievo, tra le quali "Oggifuturo", "Bacherontius", "Il Convivio", "Le Muse", "Il salotto degli autori", "Fiorisce un cenacolo" .

 

La ricerca di orizzonti sereni dove sentirsi protetti e sicuri dalle grandi tempeste della vita per non lasciarsi atterrire da tuoni e grandi bufere, è una costante dell'animo umano. E quando ...oltre il buio del presente uno spiraglio di luce illumina il volto di un amore a fungo desiato, tutte le barriere reali svaniscono e l'ebbrezza della passione costruisce un sogno dorato che si proietta nell'eternità oltre la sua stessa fine. L'attesa, l'incontro, il primo bacio che assume e conserva tutti i sapori, i fremiti, desideri di una vita. Una fusione di due esseri che sembrano rinascere a nuova vita, per un giorno... un mese ... un anno ... nessuno potrà mai saperlo . E' l'eterno gioco dell'amore che si nutre di silenzi, di cieli stellati e di abbracci, una dolce ebbrezza di mare triste come la nebbia autunnale, allegra come un fuoco d'artificio. Un perenne magna emozionale che muore e rinasce per scolpire "Parole d'Amore" la nuova, emozionante raccolta poetica di M. Rosa Gelli: "Ricordati di me quando camminerai nel vento Ricordati di me quando ascolterai una musica Ricordati di me quando nel cielo spunteranno le stelle: Ricorda sempre le mie parole quando tramonterà la luna e cercami sulla riva del mare quando arriverà l'estate e sorridimi in cima alla montagna quando ci sarà la neve. Se tu hai creduto in me se hai capito il mio cuore se tu hai amato il mio amore mi troverai sempre in ogni luogo del mondo in ogni angolo dei tempo". Enigmatica creatura foriera di vita e di morte, l'Amore eterno birichino, gioca  col cuore degli uomini imprigionandoli in una tela misteriosa di grandi abbandoni e terribili angosce, palpiti del cuore e dubbi della mente. Sospese nel tempo, scorrono immagini e ricordi per mettere a nudo la fragilità dell'umano sentire, piccolo e malconcio relitto, sbatacchiato qua e là, ma bisognoso di oblio e silenzio per rinascere a nuova vita. Vivere per amare ed amare per vivere appaiono immagini speculari di un percorso poetico esistenziale il cui significato profondo è nella capacità dell'essere umano di amare profondamente partecipe di un sogno che potrebbe durare in eterno o lasciare la morte nell'anima al confine tra la vita e l'eternità. Poetessa dell'Amore M. Rosa Gelli, ma di un sentimento di catulliana memoria, imprevedibile, irrazionale e vitale che al suo dileguarsi lascia un fiore brutalmente spezzato sul bordo di un campo. Dal cuore dell'uomo, le parole d'amore, sussurrate, sospirate a volte gridate ...vagano nello spazio cosmico per abbracciare  ed ascoltare il battito della vita ed il silenzio farsi parola in una  singolare condivisione esistenziale che illumina uomini e cose. Una raccolta poetica di grande impatto emotivo, che utilizza il linguaggio dell'amore e dei suoi archetipi tradizionali per esplorare i complessi meccanismi delle scelte esistenziali. E mentre l'eco del silenzio risuona misterioso nella pace della sera, giunge al cuore una musica familiare, le vibrazioni del sentimento che raccontano l'eterna favola dolce-amara della vita.
                                                                                                                                     Rita Gaffè

E' il silenzio a dire di più

Un mattino

un mattino mi alzerò
e scenderò sulla spiaggia
ad osservare l'aurora.
Scriverò
o forse no.
Resterò
semplicemente ferma
in silenzio.
In fondo
ogni volta
che scrivo
mi accorgo
di avere tradito il silenzio.
Ed io
lo amo il silenzio.
E' il silenzio a dire di più.

L'emozione nella poesia di Maria Rosa Gelli - Lo specchio dell'anima e della passione

Lo specchio è una figura letteraria fortemente simbolica. Non a caso Lewis Carrol fa passare la sua Alice attraverso lo specchio, e quel mondo stravagante che la ragazza troverà è naturalmente la propria anima alla ricerca di un senso, di una strada. Maria Rosa Gelli riprende questa figura letteraria e la utilizza per specchiare i propri sentimenti più profondi.
Cosa ciò voglia dire esattamente, il Lettore lo scoprirà leggendo con attenzione queste -. intense poesie d'amore che sono evidentemente il frutto di un'esperienza personale. L'amato è sempre presente: nelle azioni, nei pensieri, nelle tristezze oppure in improvvisi slanci. Tanto che la vita, afferma l'Autrice ne "Io vivrò", sarà veramente tale, intensa e vitale "Quando io ti potrò sfiorare /quando io sarò sola con te ". L'amore non è mai un senti­mento "teorico", meno che mai in questa raccolta. Esalta, fa male, apre orizzonti o li chiude, è comunque sempre presente. Ogni carezza e sguardo ogni stilla di eros rimangono attaccati alla memoria, si riversano sulla pagina. Ci sono stagioni di attrazione irresistibile e altre di indifferenza, cadute e ricadute nell'amore, passaggi della vita, ma tutto si riconduce, proprio alla fine, al termine di un sapiente crescendo, proprio nello specchio in cui "vedo riflesso il tuo viso", fino alla scoperta di essere una cosa sola, al di là della retorica e che il venir meno di tale unità appare una perdita insopportabile".
                                                                                                                        (Gian Pietro Prassi)

Anima inquieta  

Ti chiamo e non rispondi
ti cerco e non ti trovo
ti perdo appena incontrato
ti inseguo e mi sfuggi ancora
ti amo perché non ti possiedo mai.
Sei l'incertezza del giorno
l'oscurità della notte
la passione del cuore
l'immensità d'amore
sei serenità e gioia
ansia e tormento
il calore dell'estate
il gelo dell'inverno
la calma del mare
la tempesta del cielo.
Ma sei sempre presente in me
anche se non ci sei
e così ti vorrei tutta la vita
io il tuo grande amore
per la tua anima inquieta.

 

Se  

Se...
se mai io...
se mai noi...
Sempre quel se.
Se mai avremmo potuto rincontrarci
Se...

L'amore si veste di mille emozioni nel­la splendida poesia di Maria Rosa Gelli. Ha il profumo dei fiori, la voce del vento, è musica e silenzio. La Gelli padroneggia il verso, lo plasma, sa renderlo melodioso, avvincente. E nella poesia ritroviamo la sua stessa personalità, la tenerezza e il dolore, il ricordo e la speranza. II suo aneli­to di bene diviene un "messaggio" che è rivolto al mondo intero. Imma­gini dolcissime impreziosiscono la li­rica dedicata al Santo Padre, dove ci si sente davvero parte integrante di una famiglia universale che pro­cede verso un futuro di pace e di uguaglianza.
Stille di luce fanno schiudere corolle di tempo ed attendere albe diverse.
Bravissima.
                                                                                                                                   Tina Piccolo

 

Alito di luna  

Nelle ombre dei miei sogni
un alito di luna
illumina dolcemente l'anima mia
come a cercare
il grido del suo mare
agitato dalle ombre
nei sogni persi.
Si sciolgono speranze e turbamenti.
Raccolgo allora i dolci pensieri
nell'ovattata estasi
di un amore impossibile.

 

I tuoi occhi

  Nella profondità dei tuoi occhi
vedo una strada che porta lontano
dove il vento ha parole d'amore
dove il cielo ha le stelle chiare
dove l'amore è grande come il sole.
Quella strada nella limpidezza dei tuoi occhi
è il confine tra la vita e l'eternità.

 

Per meglio resistere alle avversità della vita, Maria Rosa Gelli si affida alla forza prodigiosa della poesia, in cui trova il segreto di innalzarsi verso cieli di rassegnazione e attesa dai confini della delusione e del dolore, per poter curare le ferite della partenza e degli abbandoni.
Pagine memoriali di autobiografica angoscia, scandiscono i tempi degli amori per­duti, ma l'abissale distanza che ormai separa il ricordo dell'amato perduto o dell'invisibile amore dell'uomo amato sempre vive nelle immagini trascorse radicate nell'animo, non determinano prostrazione o ira, ma l'iniziale smarrimento viene proiettato oltre i limiti della passione limpidamente vissuta verso il sicuro rifugio del risorgimento negli illimi­tati spazi dell'anima, dove si risveglia dall'agonia il sapore di un bacio o la trasparente luce di un sorriso.
La bufera della passione trascorsa consente alla poetessa di continuare a vivere, senza cedere alle lusinghe del vuoto, perché dalla nebbia del mistero della morte riaffiora lo stupore dei sogni che restituiscono il desiderio di prendere il cammino esistenziale, pur tra tanti interrogativi e scoramenti che spesso minacciano di offuscarne la meta: "Oh perdute notti di luna/più non si scorge sulla pallida collina/la casa del mio amore/. Come farò per trovare la strada/, dove finiranno i miei pensieri?".
II recupero memoriale dei tempi della lotta assieme alla persona cara, allora, so­spinge la poetessa all'ascolto delle voci interiori, attraverso cui Maria Rosa Gelli riesce ad abbattere il muro della solitudine, ricreando situazioni paradigmatiche di speranza che indulgono a vivide tonalità di fede.
La tastiera del dolore personale allora si universalizza sul pentagramma della sof­ferenza universale e sui volti di un'umanità solcata dal male di vivere, la poetessa fa ri­splendere, attraverso la magia dei suoi versi, i segni della speranza degli infermi che hanno invocato la grazia della guarigione mediante la recitazione del rosario, assieme a Giovanni Paolo II e che ora innalzano preghiere a Dio nella Sua ascesa nel regno dei Cieli, Maria Rosa Gelli ci offre così un sintetico ma esemplare percorso poetico racchiu­so tra il gomitolo degli affetti familiari e l'eroica concezione della fede, i poli opposti di un tragitto esistenziale, che consentono alla poetessa di scongiurare il precipizio negli abissi della disfatta totale, mediante il vigore del colo verso il regno celeste della Luna.
Affiorano nei versi vertici di assoluta purezza, all'interno di immagini intrise della conquistata saggezza di un'anima che, dopo aver attraversato gli ipogei dell'angoscia, non ha smarrito le alte ragioni della vita, ma continua a far zampillare nei suoi versi mes­saggi d'amore e lezioni di impegno e di resistenza all'assedio di ogni male.
Carmelo Aliberti

 

BOLLE DI SAPONE

Si avvicina l'ora
dei giochi di Morfeo.
Tra pochi attimi
il principe
soffierà i sogni della gente
in tante bolle di sapone
che saliranno leggere
fin quassù
accanto a questo parapetto
dal quale, appoggiata,
ti sto pensando.
Il mio sogno,
tu,
l'ho accarezzato troppo
e le bolle di sapone
sono troppo fragili.
Ho lasciato
che tu svanissi
tra le mie dita.
Chissà,
forse riuscirò a ritrovarti stanotte
mentre sali leggero
come un palloncino
di fantasia di bambino.
O forse,
prenderò il sogno di qualcun altro.
No,
il mio egoismo
non arriva a tanto.
Ho solo bisogno
di fare uscire tutta questa pioggia
che mi hai lasciato nel cuore.
Se la luna
riuscisse a sfiorarmi
con le sue lunghe dita,
sulle palpebre,
per pochi attimi soltanto...
Piangere un po'
e dormire sotto queste stelle
una ninna nanna di voci notturne.

 

E' IL SILENZIO A DIRE DI PIU'

Un mattino

un mattino
mi alzerò
e scenderò sulla spiaggia
ad osservare l'aurora.
Scriverò
o forse no.
Resterò
semplicemente ferma
in silenzio.
In fondo
ogni volta
che scrivo
mi accorgo
di avere tradito il silenzio.
Ed io
lo amo il silenzio.
E' il silenzio a dire di più.

 

FELICITA'

Gioia degli occhi
stupore
emozione
tumulto del cuore
avventura della fantasia
appagamento dei sensi.
In una sola parola: FELICITA'.

 

FRAMMENTI DELLA MIA ESISTENZA

Quando in cielo
le nuvole vagano grigie
la mia anima
non ha più colore
e sembra perdersi
in una nebbia sottile.
Cammino sulla spiaggia
cercando quella quiete
che soltanto il mare
mi può dare.

Quando mi soffermo
e lo ascolto parlare
il rumore delle onde
che si infrangono contro gli scogli
sembrano i frammenti
della mia esistenza
che si scompongono
con il fluire del tempo.
E' il modo di evadere
da questa triste esistenza
che ogni giorno mi spenge
lentamente.

 

LA SERA CHE SUONERAI LA MIA VITTORIA

Suonavi la sera in cui mi lasciai con lui
ma io non ti sentivo
perché il dolore è come un continuo schianto
che uccide qualsiasi musica
anche la più bella.
Suonavi la sera in cui un altro uomo
cercò di entrare nel mio cuore
ma io tenevo la porta ben chiusa
avevo ancora paura di quel frastuono.
Però quella sera ti ascoltai e ti cercai.
Tentai di buttare lo sguardo oltre quest'albero
questa nebbia verde che ti rinchiude
in una dimensione che non è la mia.
Chi sei?
Ti compiaci del tuo mistero?
Hai smesso...
No, non lasciarmi sola con questi rumori.
Come una falena volo rapita
attorno alla luce di queste stelle estive
che nuotano in un cielo benevolo
di un blu opaco
come stanco della sua eternità.
Le tue note mi fanno compagnia
fasciano la mia mente come bende.
No, non sono un sudario
verrà presto il momento di toglierle
e ricominciare.
Sto sperando.
Attendo con ansia la sera che
suonerai la mia vittoria sulla vita.

Non accade di sovente, nella nostra contemporaneità, di poter identificare il termine "lirica" nella composizione poetica. In questa parola, troppo spesso sovrapposta a quella di "poesia", si concentra infatti tutta la tradizione di un canto che è votato alla sublimazione dell'amore nelle sue più alte possibilità espressive. Queste poesie di Maria Rosa Gelli ci ripropongono atmosfere ed intensità che pensavamo di aver perdute. L'amore, qui inteso con tutta la passionalità possibile e necessaria alla vita, si rincorre, fiorisce, muore e rinasce. "La verità non ci rende liberi", ci dice la poetessa, ed in questa verità che è orizzonte e limite insieme sa però di poter affermare di aver "avuto il privilegio di amare due volte", occasione forse davvero unica dell'esistenza. Ecco allora che il dialogo d'amore tra gli amori si apre in un avvincente quanto struggente percorso quotidiano, dove la storia "ha il sapore delle lacrime e delle vittorie sull'impossibile". 
                                                                                                    (Renzo Pacini)

In tempi come questi, votati alla tecnologia della comunicazione e quindi alla dispersione dei contenuti e delle necessità dell'espressione, la scrittura conti­nua a rivendicare uno spazio indispensabile alla comprensione e al dialogo. E la poesia è al vertice di questo contatto interpersonale. Maria Rosa Gelli si inserisce con grazia ma con decisa efficacia nel sottile rapporto tra sé e il contesto delle emozioni e dei sentimenti che la circonda, riuscendo a dare al tono del suo dialogo una grande ricchezza di pensiero e di valori estetici, ponendo l'amore. al centro delle attenzioni e dei colori. della vita. 
                                                                                                    (Enrica Negri)

Non è facile capire il prossimo ma i discorsi, le frasi, le pa­role sono quelli che si rivolgo­no a noi stessi per ridiscendere con la mente negli inferi per poi risalire, a gran fatica, la strada scoscesa e lastricata di massi con l'impigliarsi del sandalo in un anfratto della roccia e le mani tagliate dalle schegge di pietra. Quelle stesse che sanguina­no come il cuore di Maria Rosa Gelli che trova la forza per con­tinuare il proprio cammino, tenen­do per mano il suo "amore ritrovato" che non conosce la strada del sangue mentre un tocco leggero del cuore la si inchioda dove è giunta senza po­ter proseguire  per altre strade, per strade diverse. Quello che prima era voglia di vivere, scelta   di vita ora si scopre destino ed allora Maria Rosa diventa lupo, voce che scopre il dolore dopo che bastardi molossi hanno azzannato il suo cuore. Si scuote e si dibatte con violenza le sue braccia diventano randelli che saettano  nella notte battendo a mille e mille porte che restano ermeticamente chiuse. Questo in luoghi dove uomini e donne hanno, avuto paura di socchiudere, per lei, la porta. Con l'urlo in gola Maria Rosa raccoglie i propri panni e,  come se avesse guazzato nel fango, non avendo alcuna scappa­toia per salvarsi ha tagliato spighe facendone covoni.
Gli occhi dalle rosse pupille guardano nello specchio due ombre ("diafane creature" ):è questo un favoleggiare che nasce dal cuore di chi crede alle favole della vita che si snoda e scorre tra un capriccio ed una illusione e che si concretizza tra le mani di cera. Ma quando la nostra vita viene schiacciata da un destino già scritto allora 1o specchio ci rimanda le diverse figure che, come infelici attori, si animano facendo fluire e defluire istanti imprevisti e facendoci vivere l'attimo eterno. In realtà la solitudine,l’infinito e l'antico eterno richiamano inconsapevolmente l’idea di Dio e in tale circostanza  l'animo umano è proclive alla poesia quale espressione di un sentimento destinato a valica­re i confini della variopinta materia.

II poeta , uomo o donna che sia, trova in tutto ciò l'ebbrezza della divinità sentita e amata con fede o l'angoscia del nulla; in ogni caso il poeta è entrato nel vivo del mistero ed ha ac­quistato la facoltà di farlo palpitare nei cuori altrui. Domani, forse, sapremo chi ha vinto la battaglia della vita, quella vita che ci attende sin dal pri­mo vagito. In questo libro di liriche, edito da Giuseppe Laterza, editore in Bari, dal titolo
Dietro lo specchio, dedicato al figlio Alessandro, si ha modo di scoprire il mondo variegato di Maria Rosa Gelli, poetessa e scrittrice toscana, attraverso  parole non labili ma ferme e
decise che descrivono non solo le difficoltà di "vivere" dell'autrice ma anche la felicità di essere viva, di amare, di donare amore a tutti quelli che la cir­condano o che incontra nel suo "quotidiano".
II sogno ha lasciato la porta socchiusa per farla vivere nell’amore e dell'amore per gli altri, le barche trasparenti dei pensieri riflettono i suoi stati d'animo nella stessa continua e puntigliosa ricerca del "suo" punto fermo e, in questo mondo in continua evoluzione, la Nostra è costantemente alla ricerca (interiore) del suo "io" estremo.
La sua costante disponibilità nei riguardi dei propri simili la fa galoppare come un'amazzone indomita che si ferma solo quando ha raggiunto una meta sicura.
I suoi occhi, forse, nel passa­to hanno visto un mondo mac­chiato di sangue ma lei si rifu­gia nel suo unico porto sicuro: la propria casa.
                                                                                             
(
Anna Sciacovelli)

Maria Rosa Gelli - "DIETRO LO SPECCHIO"

Edizioni Giuseppe Laterza - Bari - 2003
Giudizio di Francesco Chirico - Critico letterario

La figura che ci rimanda lo specchio - avverte l'Autrice in premessa - non sempre è veritiera o, almeno, è reticente. Quel che vediamo è l'apparenza esteriore di noi, perché siamo ben attenti ed abili a non lasciar trapelare il turbine di sentimenti che agita la nostra interiorità. In altre parole, potreb­be dire con Pirandello, indossiamo "la maschera sociale" perfino con noi stessi, oltre che per gli altri..
In realtà, ogni individuo è, nel profondo, il risultato di senti­menti contrastanti. Soltanto la poesia possiede la magica facol­tà di penetrare a fondo il nostro essere: è il "punto magico", la cartina di tornasole che, di composizione in composizione, mette a nudo i diversi, e spesso contrastanti, stati d'animo del cammino esistenziale.
L'emozione più grande, inoltre, quella che dà significato a tutta una vita e sovrasta e riassume ogni altro sentimento - sembra voler dire la Poetessa - è l'amore, il sentimento che può farci intravedere e toccare, nell'attimo sublime del suo appagamento, la felicità o viceversa negarla per sempre.
La silloge si snoda così in un caleidoscopio di emozioni inten­se, sfavillanti, struggenti, a volte raggianti in pienezza d'armo­nia con la vita, quando il sogno si fa certezza, più spesso, sconfortanti, nel vuoto della solitudine, quando, all'impatto con gli ostacoli, il sogno stesso si fa evanescente e la vita si svuota nella nuda e fredda banalità del quotidiano.
Si potrebbe definire, dunque, questo "Dietro lo specchio" di Maria. Rosa Gelli, un lungo diario, puntuale e sincero, la crona­ca di un amore intensamente vissuto, un monologo vibrante di spontanea e profonda liricità, in cui il cuore rivela i suoi palpiti e tenta di imbastire un dialogo, pur in assenza dell'altro, che si avverte, tuttavia, quasi concretamente presente e strumento con­corde nell'armonico concerto a due partiture. Un'opera lettera­ria - a nostro avviso - da inserire nel quadro della più alta poe­sia d'amore, sulla scia, tanto per fare qualche fulgido esempio, di un Prevert o di Pablo Neruda.

"Non smarrire mai/ la voglia di fare aquiloni! poiché una volta alzati in cielo/ saranno quei sogni/ che abbiamo covato... " a realizzarci -
ammonisce la Poetessa -, con delicata ed efficace immagine, (V. "La nostra storia", pag. 9).
Notevole l'abilità descrittiva delle note ambientali.
Nel crepu­scolo "le luci si fondono/ con il cielo rosso... ", vanno gli uccel­li nei loro voli frenetici, passa un aereo, la gente è impegnata negli affari..., ma, l'unico pensiero di chi ama... è "l'altro ", il bene supremo. Quanta follia nell'amore ! ... (V "Te", pag. 11). Riguardo, poi, alla felicità, basta poco a definirla:
"Uno sguar­do, un sorriso, una carezza, un abbraccio, un bacio, e la cer­tezza del domani. "
E, tuttavia, la felicità, come tanta letteratura antica e moderna avverte, è soltanto un attimo fuggente e le dense nubi della malinconia o del dolore sono sempre all'orizzonte.
"Ti chiamo spesso e non rispondi / ti cerco e non ti trovo / ti perdo... / Ma sei sempre presente in me... " (V Anima inquieta, pag. 29).
Uno stile sintetico, incisivo, in un linguaggio semplice e chiaro che stabilisce col lettore una diretta concordanza emotiva e lo trasporta in una trasognata atmosfera di intensa liricità. Basterebbe questo a riassumere la poetica espressa in questa sil­loge di M.R Gelli, al cui merito va altresì riconosciuta una sicura maturità nella costruzione del verso in cui aleggia sempre una cadenza armonica, pur senza indulgere ad alcuna ricerca di assonanze, perfettamente in linea, quindi, con le scelte ed i gusti della poesia contemporanea.
Un libro di poesia che si legge d'un fiato e con pieno diletto dello spirito, per chi segue ed ama questa sublime ed immortale arte delle Muse.

                                                                                           (Francesco Chirico)

MARIA ROSA GELLI POETESSA DI TALENTO

La giornalista e letterata di Arezzo con la silloge "Dietro lo Specchio" edizioni Giuseppe Laterza di Bari, dedicata: "A mio figlio Alessandro che ha fatto in modo che questo potesse accadere", inizia con delle sue considerazioni, ove ricorda accadimenti tristi o reminiscenze felici, ed a conclusione dice: " . Dietro ogni poesia c'è una storia di vita, che affiora a tratti, che può venire intuita o rimanere segreta, ma è sempre importante. Sono momenti che hanno riempito, riempiono e riempiran­no, finché uomo esisterà, ogni storia d'amore".- E debbo concordare con la poetessa su questi concetti espressi con tutta franchezza. Il volu­me contiene 50 liriche, ed apre con "La nostra storia" e chiude con "Allo specchio", molto toccanti ed in maggioranza poesie cariche d'amore. La poetessa non è nuova nel settore letterario contemporaneo, e ci sottopone questa silloge che tratta argomenti di vere poesie origina­li, maturati, ispirati e vissuti. L'autrice intenzionalmente ha inteso pre­sentarci delle poesie chiare, discorsive, poetiche, che sono vera lirica al di fuori ed al di sopra di tanti virtuosismi pretestuosi che sempre sono forma senza contenuto. I versi in questo volume non sono artificiosi e si rivelano ovunque carichi di emozioni palpitanti, di immagini, di respiri profondi, di alta umanità e di una socialità senza termine. La sua anima vibra fortemente perché anche l'amore vero e duraturo è l'unico scopo della sua vita, ed ama e soffre perché rivive molte delle sue umane vicende, che ha sempre impresse nella sua mente. L'autrice M.R. Gelli, con un linguaggio suo personale e discorsivo, ci sottopone tutto il suo contesto vissuto, e leggendo le poesie si delinea chiaramente la sua personalità ed il suo dramma, la sua verità letteraria, la sua fer­mezza di spirito, ed esternando al prossimo i suoi sentimenti si consola ed acquista la serenità che altrove non può trovare, e coglie obiettivamente tutto quanto la circonda, soffermandosi ed indugiando volentieri, per nobile e grande esigenza del suo spirito su tutto ciò che è buono e bello, anelando fortemente e continuamente una vita felice e tranquilla. Leggendo le sue liriche i suoi simili auspicano speranza, fraternità ed il trionfo del "vero amore" come lo desidera il suo cuore di donna. Il volume si legge volentieri e la profondità dei pensieri espres­si si rivela comprensibile per la facilità dei versi, però è come sollevare un velo di mistero dall'anima dell'autrice. Poetessa sensibilissima, è da tempo all'attenzione del pubblico e delle varie giurie ove partecipa ai concorsi internazionali, per la sua elevata espressione, attraverso la quale arresta la brevità corrente in una ricerca interiore, ove trova conforto il pensiero costante della poetessa, la vita e l'amore; ed al concorso internazionale, 5° Premio letterario "Memorial Gaetano Salvemini",ove ero il Presidente della Giuria Giudicatrice, ed hanno partecipato 411 poeti da tutto il mondo ha avuto il terzo posto, iniziativa abbinata al prestigioso Premio Europeo Tindari. Così M.R. Gelli diviene impegnata protagonista della poesia contemporanea, che assolve anche attraverso riflessioni che ammaliano chi ne ha la possibilità di leggere i suoi versi, che la riconoscono interessante interprete con coerenza indubitabile e fedele del nostro tempo. Quindi si può affermare che la poetessa Gelli continuando su questo percorso intrapreso potrà rag­giungere le alte vette dell'Olimpo Letterario meritatamente.
                                                                                              Pietro Fratantaro

3° Premio. a: MARIA ROSA GELLI, per l'opera
"Quando teneramente guardo il cielo".

Una silloge colma dì sentimento di giovane e fresco Amore. Gioie, dolori e felicità sono le componenti della vita, dove, come in una favola, si accende e si spegne una luce che ci accompagna per la strada della nostra esistenza. La silloge ci pone subito di fronte a versi scritti con raffinatezza ed eleganza, tanto da fare riecheggiare i versi  di Catullo, il quale realizzò una Poesia personalissima, di sorprendente modernità, che ha "l'immediatezza dell'improvvisazione e la solidità del definitivo". Attraverso l'Amore c'è la conquista del proprio microcosmo all'interno dell'infinito moto universale della realtà che ci circonda.

                                                                                                        Il presidente 
                                                                                            Michele Lucatuorto 
                                                                                   (Bitetto, 28 maggio 2005)

In Maria Rosa Gelli sussiste con vivace convinzione la forma basilare del vivere e della ricerca di un duplice aspetto di Bellezza: è la Bellezza interiore e la Bellezza visibile, cioè tutto quanto è possibile ricondurre all'idea di Amore. Questi testi ci appaiono come pagine di un dialogo intimo e al tempo stesso tangibile, riconoscibile nelle sensazioni: "... luce assassina,/ raccoglierai la mia anima moribonda/ e con un" soffio al cielo/ la restituirai", recita la chiu­sa di "Cosí ti ricordo amore", e in verità questo termine si rincorre nei testi, tra i versi e nelle titolazioni, quasi a scandire il tragitto in un necessario sen­tiero dell'anima. La breve e folgorante poesia iniziale, "Felicità", ha insieme il tono del conforto e del desiderio, e sotto questo aspetto appare ideale il collegamento poematico con la poesia di chiusura, "La mia verità", dove l'am­bra e il miele sono la quintessenza di una presenza sentita e attesa: "Ma è soltanto il silenzio / a restituire l'eco della mia voce".
                                                                                                   (Danilo Bertini)

Secondo posto per la poesia libera "Così ti ricordo amore" 
di GELLI Maria Rosa.


Un brano di grande impatto emotivo, ma allo stesso tempo in grado di far trasparire ad ogni riga una dolcezza immensa. La scrittrice riesce con grande maestria a trattare un tema freddo e triste come la morte della persona amata, senza cadere nella tragica banalità che spesso tali eventi suscitano nei nostri pensieri: scorrendo le righe riusciamo a cogliere questa dolcezza, questo ricordo della persona amata nella quotidianità di un gesto, che rischia di divenire tormento emotivo, al punto che 1'autrice vorrebbe cancellare dal proprio cuore questo amore profondo per non provare più sofferenza. Il distacco viene vissuto come il tradimento del destino e accanto ai ricordi della vita insieme rimane il vuoto, rappresentato con la metafora di parchi spogli e vuoti, in netta contrapposizione con l'Eden, giardino fiorito, indicato all'inizio del brano. Il brano é continuamente disseminato di accostamenti contrastanti: lungo tutta la poesia ricorrono i binomi luce-ombra ovvero calore-freddo, simboli
inequivocabili di vita e di morte: sulla protagonista cala il buio della morte; le colline, da sempre desiderose di calore e luce, vengono adombrate da una nuvola scura.
La morte stessa, quando alla fine del brano diviene luce, non è una luce calda e accogliente, ma viene accostata da aggettivi e connotazioni forti: una luce incandescente, una luce che brucia, una luce assassina... La protagonista, in un'azzeccata metafora, si paragona ad un moscerino attratto dalla luce di una lampadina fino a bruciarsi le ali, quasi a voler rappresentare la piccolezza e l'impotenza dell'uomo di fronte ad un mistero tanto grande e accecante come quello della morte.
                                                                                             Fiorella Ventinella

IL PIANETA DELL'AMORE
FESTIVAL DELLA POESIA EUROPEA
IV EDIZIONE
2^ Classificata - LA MIA VERITA'

di Maria Rosa Gelli

L'amore, quello vero, quello senza confini di spazio e di tempo, è, sicuramente, l'espressione più bella dell'animo umano. Non sempre, però, l'amore riesce a raggiungere l'alta sommità dell'Olimpo della felicità e quando, questo avvenimento negativo, sl verifica nell'amino del un poeta, la grande nostalgia che ne deriva, lo spinge a mettere su carta versi di incommensurabile fattura. E, da un'attenta lettura di questa lirica. sembrerebbe che Maria Rosa Gelli conviva con la nostalgia nel ricordo di un amore che, non volendo e non potendo esternare per una serie di fattori contingenti, preferisce trattenere dentro "Il lago del core"."Sento il caldo sapore della nostalgia... ".
Non ce ne voglia, quindi, l'autrice se, nell'esprimere un giudizio del tutto positivo, sia per lo stile sia per i contenuti permettiamo dl sottolineare che "La mia verità" è una poesia dalla quale si evince non solo tanta tristezza, non solo tanta nostalgia, ma anche anche e soprattutto, un'immensa solitudine confortata, però, dalla convinzione che, per amore, si deve essere anche capaci di soffrire.

"...potessi gridare TI amo/ Ma é soltanto il silenzio/ a restituire l'eco della mia voce. "
Gaggi,12 agosto 2005.­
                                                                                      Il Presidente della Giuria
                                                                                             Aldo Italo Pagano

“…E’ il passato che insegue il presente quale amore pronunciato solo come attimo fuggente tra due anime cariche di sogni.
Tutto diventa richiamo di quel sentire meraviglioso espresso con particolari alfabeti che trovano lo spirito sempre inquieto in ripari meravigliosi dove tutto diventa possibile, su tracce che ancora il tempo non dissolve.
E’ il mondo sicuro ed opalescente del sogno, intoccabile dalla polvere dei giorni, che custodisce l’incompiuto, come risacca di un oceano che accarezza instancabilmente la sabbia e come lacrime che scendono senza asciugarsi mai.
Lo sguardo tende al cielo per gli appuntamenti del dopo, senza più parole.
Luce, sole, pioggia, onde, nuvole, sono i contorni del mondo ideale in cui la poetessa è costretta. E’ un momento d’amore che non ha né prima né dopo, proteso verso altri confini nei quali far dilagare amore.
E’ poesia del sogno che si adatta alle cadenze della vita ed ai ritmi silenziosi del cuore, armonicamente composta e vissuta, così che anche l’impossibile non è più tale, minimizzato da quell’amore che è principio armonizzante di tutte le cose come stupendo ampliamento del mondo reale e del mondo delle idee.”
                                                                              N.H.P.S. Michele Alemanno
                                                    Presidente e Rettore Accademia dei Micenei

QUANDO TENERAMENTE GUARDO IL CIELO 

Avevo già baciato
quando ti incontrai, eppure
mi sembrò
di non avere mai incontrato
labbra d'uomo.
Tra le tue braccia scoprii
il linguaggio dell'amore
tra gli sguardi
su un modo d'intese,
tra gli abbracci
che addolciscono e rapiscono.
Ci rincorremmo per lunghe estati
prendendoci e lasciandoci
nel giro di un tramonto
sulle spiagge mediterranee
e sulle cime innevate,
in città nebbiose, solari, sconosciute, note
sempre aspirando
a quel qualcosa che sentimmo subito
ci avrebbe resi
troppo felici per non lottare.
Lasciando i nostri sogni di tardivi adolescenti
entrammo nella vita.
Ci guardammo negli occhi, innamorati.
Pochi istanti.
Poi la vita fu crudele.
Lottammo insieme
e il nostro amore non fu solo passione.
Fu vita contro la morte
fu coraggio, incoscienza
e ancora felicità.
Fu forza,
la forza della farfalla
che vive un solo giorno,
la forza dell'albero
che colpito dal fulmine
svetta ancora sereno sulla cima,
la forza di una vita
senza più futuro
che credeva nel domani.
Te ne andasti, silenziosamente,
in un giorno d'ottobre
quando le foglie
si tingono di rosso....
E continuo a camminare
sulle tue strade
e continuo a nutrirmi
del tuo amore
e continuo a sognare
il tuo sorriso
quando
teneramente guardo il cielo.

LA VITA E' FATTA PER ESSERE VISSUTA 

Sola in casa
in un silenzio assordante
in mano il tuo maglione azzurro
per affondarci il mio viso
e respirare ancora il tuo profumo.
Tu che non ci sei più
che non tornerai più
tu che morendo
mi hai lasciato sola.
Come hai potuto abbandonarmi
me lo avevi promesso sui banchi di scuola
di restare insieme tutta la vita.
Non ho la forza di reagire
non m'importa più di nulla
vorrei morire.
Poi quella lettera nel tuo cassetto
... abbiamo avuto dei momenti bellissimi
tu sei stata tutta la mia vita
aggrappati pure ai nostri ricordi
ma non aver paura di creartene di nuovi.
Ti amo...
Ogni volta che leggo
quel dolcissimo ti amo
sento la tua carezza sul mio viso
ti sento al mio fianco
sento una delicata spinta verso il domani.
La vita è fatta per essere vissuta,
sempre!


E ALLORA ASCOLTO IL MARE 

Ogni volta che si infrange un'onda
sento qualcosa adesso
prima non stavo mai a sentire.
Sono su di una scogliera
se fossi una casa
è qui che vorrei essere costruita
su di una roccia
di fronte al mare
a sentire ...a sentire...
Sussulti impercettibili
spalancano i miei occhi
su quelli della vita
Nei miei sogni
sei sempre presente e dolcissimo
mi accogli fra le tue braccia
e mi doni le ali per volare...
Ma nella realtà
mi guardo intorno
e tu non sei qui con me.
E allora ascolto il mare...

A MIO FIGLIO

Il tempo ha rubato
dai tuoi occhi
la tenera dolcezza
di bambino.
Ha riempito di ombre
il tuo viso
ora sconosciuto e misterioso.
Sorrisi e lacrime
fughe e ritorni
alla ricerca di te.
Non chiudere le porte
del tuo mondo.
Lascia che il mio amore
illumini il buio
delle tue incertezze.
Arriverà il domani,
il sole entrerà ancora
nei tuoi occhi
e sarà finita
la ricerca di, te.

A  MIO FIGLIO di Maria Rosa Gelli
"Nel ginepraio verboso e stucchevole di tanta poesia nostrana svetta e si stacca la lirica “A mio figlio”, un fiore raro per struttura di stile e contenuto attuale, che prospetta in oggettività una vicenda apparentemente individuale, i cui protagonisti sono figlio e madre, l'uno con la perdita della identità e dell'innocenza, catturato dagli artigli dei falsi paradisi, l'altra con la forza invincibile dell'amore, dell'assistenza, della speranza, del recupero e del nuovo sole, che scacci dall'anima e dagli occhi il covo delle tenebre."
                                                                                                       Luigi Pumpo

QUANDO TENERAMENTE GUARDO IL CIELO

Avevo già baciato quando ti incontrai
eppure mi sembrò di non avere mai incontrato labbra d'uomo.
Tra le tue braccia scoprì il linguaggio dell'amore
tra gli sguardi su un mondo d'intese,
tra gli abbracci che addolciscono e rapiscono.
Ci rincorremmo per lunghe estati
prendendoci e lasciandoci nel giro di un tramonto
sulle spiagge mediterranee e sulle cime innevate,
in città nebbiose, solari, sconosciute, note
sempre aspirando a quel qualcosa che sentimmo subito
ci avrebbe resi troppo felici per non lottare.
Lasciando i nostri sogni di tardivi adolescenti
entrammo nella vita.
Ci guardammo negli occhi, innamorati.
Pochi istanti.
Poi la vita fu crudele.
Lottammo insieme
e il nostro amore non fu solo passione.
Fu vita contro la morte
fu coraggio, incoscienza e ancora felicità.
Fu forza, la forza della farfalla
che vive un solo giorno,
la forza dell'albero che colpito dal fulmine
svetta ancora sereno sulla cima,
la forza di una vita senza più futuro
che credeva nel domani.
Te ne andasti, silenziosamente, in un giorno d'ottobre
quando le foglie si tingono di rosso.....
E continuo a camminare sulle tue strade
e continuo a nutrirmi del tuo amore
e continuo a sognare il tuo sorriso
quando teneramente guardo il cielo.

ASSOLUTAMENTE IO TI AMO

Non c'è alcun dubbio nella mia mente
al di là di tutta la mia rabbia e il mio egoismo
il mio amore per te è rimasto sempre lo stesso
e se te l'ho fatto dubitare
è lo sbaglio più grosso
di una vita fatta di sbagli
e la verità non ci rende liberi.
Potrei ripeterti che ti amo
finché non sarai stanco di sentirtelo dire
ma sarebbe inutile.
Tutto quello che riguarda te
riguarda anche me.
Ti voglio felice
e tu non sei felice
né con me né senza di me
né da solo né da nessun altra parte.
Te lo vedo negli occhi
mentre dormi
nel tuo modo di rispondere a tutto.
Sei vivo a malapena.
Però sai qual è la cosa stupenda?
Se tu lo vuoi
tutto può cambiare in un momento
e la vita può essere meglio o peggio
ma sicuramente diversa.
Non accontentarti mai di qualcosa
di meno dei tuoi sogni.
In qualche luogo,
in qualche tempo
un giorno, chissà come,
li troverai.

HO CERCATO DI DIMENTICARE

Come un ingenuo e novizio collezionista
di quadri antichi
e pretenziose cianfrusaglie taroccate
raccolgo e stampo
in piccoli ritagli della mente
tutte le immagini della vita mia,
belle e brutte, senza scelta,
mescolandole in un grosso calderone
che porto con me ovunque vada,
sapendo che sarebbe inutile tentare
di lasciarne indietro qualcuna.
Per questo e solo per questo
tutto ciò che ricordo di te,
che prima mi rubasti il cuore,
è tutto ciò che di te
ho cercato di dimenticare
e non ci sono riuscita.

LA MIA VERITA'

Sento il caldo sapore della nostalgia
e se essa ha un colore
sarà quello dei tuoi occhi d'ambra e miele,
e se essa ha un profumo
sarà la scia della tua presenza
che sempre inseguo quando non ci sei.
Irraggiungibile
sei ancora più dolorosamente caro.
In questo istante io non esisterei senza te.
La mia anima nei tuoi gesti amati
le mie parole
dolci complicità che si intrecciano a carezze immaginarie
vorrebbero esserti canto d'amore
nenia per cullare i tuoi silenzi.
Invece si arrestano,
arretrano impaurite
si fanno di ghiaccio
e i loro frammenti scendono nel cuore
portandovi il gelo del silenzio.
Imprigionate a fior di labbra
non riescono a farsi suono.
Potessi sussurrarle...
potessi gridare "Ti amo".
Ma è soltanto il silenzio
a restituire l'eco della mia voce.

METAFORA SEI DELLA MIA VITA

Metafora sei della mia vita
se ancora
oggi
il profumo del nostro amore
mi solleva, mi inebria
mi alza dal torpore della tua compagnia
così presente a consolare
la malinconia della colpevole lontananza.
Dolce è l'abbandonarsi ai ricordi,
bella emozione i miei giorni veder passare
quasi fossi tu a raccontare di quei momenti
i brividi delle parole
il calore delle carezze
il sapore dei baci.
D'altro ora non vivo
sospesa
tra brevi abbracci e lacrimate assenze.
Al ritmo del mio amore per te
si svolge la mia vita
debole appendice d'un pensiero più alto
come vana emozione di una poesia
della quale con lenta saggezza
canto i versi
ebbra d'erotica potenza
La tua vita scorre eccitante
fino alle strette del cuore
colorando la mia musica d'armonie surreali
sulle quali sciolta da regole
si libra un canto pieno di me
ora che sono vuota di te,
come una cartolina
di un amore che fu.