gianna morello
(Reggio Calabria)

Procuratrice dei Micenei
 


GIANNA MORELLO, è nata a Reggio Calabria dove risiede in via Gebbione Trav. Melacrino n° 16 - tel. 0965 51146 - cell. 3471066472.
E' PROCURATRICE ACCADEMICA DEI MICENEI Appassionata di poesia, scrive sin dalla tenera età. Scrive anche in vernacolo Reggino.
E' anche pittrice.

L'Artista riceve la nomina di Procuratrice Accademica dal presidente dell'Accademia dei Micenei 
Michele Alemanno
(Plaza Hotel - Villa S. Giovanni - 2005)

Ha ricevuto vari riconoscimenti:

• Nomination al ( Premio Millennium Arte e Cultura E.N.A.M. Accademia Universale Federico II di Svevia ). Membro Honoris Causa d'Accademica,
•Accademica di Classe (ACCADEMIA DEI MICENEI ) di Reggio Cal. 2002,
•Accademica a vita del ( Cenacolo degli Artisti D'Italia ) L.F.C. dal 1984,
• Iscritta nell'Albo D'Oro Ass. Culturale ( Avvenire D'Abruzzo ) dal 2001,
• 3° class. can la poesia "Notte" ( Lucania ) 1984,
• 2° class. con raccolta inedita di poesie ( Omaggio a Verga ). Centro Cultura Passaporto 2000 a Roma 2001,
• 4° class. con raccolta inedita di poesie (Omaggio a Lev Tolstoj ) Ass. culturale "Avvenire D'Abruzzo" 2001,
• Vincitrice del premio "I Protagonisti del 2001" per i brillanti risultati ottenuti nel corso dell'anno. Ass. Cult. "Avvenire D'Abruzzo" 2002,
• Class.Finalista al Premio Internazionale permanente Oggi Futura con inserimento nel volume Antologico "GRANDE ANTOLOGIA DEL PREMIO INTERNAZIONALE  OGGI FUTURO" Annuario dei 3° quinquennale 1998-2002 can la lirica "Anoressia",
• "Superpremio Eurotrofeo Europa Letteraria" conf. Dal Centro Europea di Cultura Passaporto 2000 Roma giugno 2002,
• Inserita con la lirica  “Nell'afflato perdersi” (LA PRIMA ANTOLOGIA DEL 2003) (Proposte per il terzo millennio) Conf. Dal Centro Europeo di Cultura Passaporto Roma 2003,
• E' Membro a vita H. C.- Referenze: archivio Operatori Culturali della Presidenza C.D.A.P. U.P.C.E. di SUTRI (VI),
• Nomina a "SENATRICE ACCADEMICA" con Benemerenza "Accademia Internazionale Dei Micenei" Reggio Calabria 2003,
• Class. Finalista (CONCORSO NAZIONALE DI POESIA IBISKOS 2003),
• Dalla presidenza
C.D.A.P. U.P.C.E. Inserimento nei Calendari 2004 della collana "POETI D'OGGI" con la lirica" Era  l’11 Settembre 2001".
• E' stata insignita della nomina di PIONIERE DELLA CULTURA EUROPEA iscrivendola nell'albo C.D.A.P. U.P.C.E di SUTRI (VI) Gennaio 2004.
Ha publicato nel 2005 una raccolta di liriche can titolo "Nell'afflato Perdersi" per la collana "I Micenei­Poeti e scrittori del nostro tempo" dell'Accademia Internazionale dei Micenei.
NOMINA A "PROCURATRICE DEI MICENEI" can Credenziale su targa della Presidenza dell'Accademia dei Micenei e Diploma d'onore in pergamena.
Classificata Finalista con Diploma D'onore e Recensione al Premio Internazionale Permanente OggiFuturo 2004 Con la Lirica "Era un Centaura Marco Baccellieri"
Inserita nel volume Antologica denominato "Luci Poetiche" Premio Speciale Rosario Piccalo 16^ Edizione "con la lirica "Tu Cielo" più una Coppa Conferita dall'Associazione Teatro -Cultura "BENIAMINO JOPPOLO" Patti (ME) Dicembre 2005.
PREMIO SPECIALE  "PORTA DEI LEONI" dell’Accademia dei Micenei PER IL LIBRO EDITO "NELL'AFFLATO PERDERSI".
Classificata al 2° posto con diploma d'onore e recensione al Premio Internazionale permanente Oggifuturo per la lirica "Sussurri nell'animo".
Sue Poesie sono pubblicate sul bimestrale "Oggi Futuro" e sulle pagine elettroniche del web dell'ACCADEMIA DEI MICENEI. "www.micenei.it".
Ha pubblicato nel 2004 una raccolta di liriche con titolo “Nell’afflato perdersi”, per la Collana “I Micenei - Poeti e Scrittori del nostro tempo” dell’Accademia internazionale dei Micenei, inserito nella Biblioteca Storica della Fondazione "Giovanni Paolo II" nel 2006. Inserita nell'antologia (IL LITORALE) Dal libro edito (NELL'AFFLATO PERDERSI) Centro Culturale (RONCHI APUANA) Con la lirica "ERA L'11 SETTEMBRE 2001" 2007 ACCADEMIA INTERNAZIONALE DEI MICENEI. Riconoscimento solenne di benemerenza "GAGLIARDETTO MICENEO DI BENEMERENZA » 2007 PREMIO SPECIALE "CUSTODI DEL TEMPO» Con diploma e recensione­ Per il dipinto (VIVIDE ACQUE IMPERITURE NEL TEMPO) Olio su tela 60 x 90 2007 "GRANDE ANTOLOGIA DEL PREMIO INTERNAZIONALE OGGI FUTURO" (I PREMIATI) Annuario del 4°quinquennale -2002-2006

Inserita con le opere "ERA UN CENTAURO MARCO BACCELLIERI" Finalista (2004) Note recensive Prof. Alfredo Pasolino Per "SUSSURRI NELL'ANIMO» 2° Premio ex aequo (2005) Note recensive Prof. Alfredo Pasolino. Casa Editrice Ibiskos Antologia "EUROPAINSIEME 2008" Inserita con il libro edito "NELL'AFFLATO PERDERSI".
Altre segnalazioni, diplomi ed inviti ricevuti da parte di centri letterari.
Sue Poesie e Dipinti sono pubblicate sul bimestrale "OGGI FUTURO" e sulle pagine elettroniche del web Dell'ACCADEMIA INTERNAZIONALE DEI MICENEI www.micenei.it/MorelloGianna.htm

Altre segnalazioni, diplomi ed inviti ricevuti da parte di centri Letterari.

"...Avvinta alla vita con il sentimento che invoca serenità e amore, Morello si ritrova davanti alle gioie e ai dolori dell'umana esistenza. I sogni e le liriche riflessioni la conducono lì dove ogni cosa diventa immensa tra cielo e stelle, per trascendere il tempo ed ogni età e rivivere il vissuto sulla scena di giorni luminosi e senza tramonti.
Autentica e fedele a se stessa, Gianna Morello vive la poesia con l'afflato romantico di esperienze rese sempre sublimi dalla profonda percezione delle cose!"
                                                                                                                                    Michele Alemanno
                                                                                Presidente e Rettore Accademia dei Micenei  
                                       

Gianna Morello all'atto della nomina di Senatrice Accademica

 

 

MEMORIE INGIALLITE

Si scosta, la tela arsa dal tempo...
Ove trovano rifugio, pagine ingiallite...
Innocenti pensieri...
"Ho guardato il sole è felice mi sono scaldata."
(Da " Ho scritto col lapis')
Semplici parole, dettate dal mio cuore bambino.
La favola di nonna...
la mia foto ingiallita...
due occhioni vivaci che allora non sapevano
cosa aveva in serbo per sé la vita...

Sfogliando quel vecchio quaderno sbiadito dal tempo...
una lacrima muore sul mio triste viso,
mentre nel mio cuore provato,
rinasce il mio infantile passato...
Rievoco quella bambina...
Ho tanta voglia di sognare...

Creo una trama...
e come una favola l'inizio a raccontare.
Sogno di una vita felice, ricca di benessere.
Quella bambina è cresciuta si è fatta donna,
una donna felice! Tanto felice!
Non ha mai conosciuto il dolore.
La sofferenza?
Ma lei, non l'ha mai provata!
Lei, è una persona fortunata!...
La favola è presto terminata ...
la realtà mi ha svegliata!

Finisco il mio utopico viaggio ...
Ripongo le mie memorie ingiallite,
dove custodisco con amore,
dolci gingilli della mia infanzia passata...
Memore di un'ingenua vita, poco vissuta...

UN DOLCE PARGOLETTO



Sei arrivato, perché tanto anelato,
Sei caduto come una manna dal cielo
Tu! Radice del mio cuore...
che oggi vibra di dolci sensazioni!
Quest'oggi dalla tua stridula vocina
per la prima volta
Nonna! Mi son sentita chiamare.
E non v'è più dolce sentire...
E non v'è più dolce emozione!
E non v'è più sublime amore!

La mia anima se pur dilaniata di dolore
S'accende a nuova luce, alla tua visione.
S'illumina il mio cuore,
e il mio sguardo si posa
sui tuoi occhioni
vispi e dall'acume sguardo geniale
leggo il tuo futuro:
sarai un uomo intelligentissimo!
Sarai il mio orgoglio!
Ti starò sempre vicina...
Anche, quando saranno i miei ricordi...
che ti accompagneranno per la vita!

Mio dolce Pargoletto, mio piccolo
Mio grande, grande AMORE!

 

SUSSURRI NELL'ANIMO

Il mio sguardo è volto al creato...
tra le note meraviglie della natura,
mentre... il mio animo scaturisce tormento...
L'evolversi del tempo ...lascia spazio alla fede.
Se ancora vivo, è grazie alla forza del Tuo Amore
che veglia su di me e m'induce a lottare...
Alle soglie del Tuo sole scorre il mio tempo...

Si beatificano i miei occhi velati di pianto...
Tra distese di verde velluto, spiccano grandiose
le montagne.
Di quel che mi resta, rimane perenne il Tuo Amore!
Lo vedo nelle meraviglie del Tuo Creato...

L'estesa terra, il suo ricco mare, l'azzurro cielo,
l' iridescente colore dell'arcobaleno.
Lo vedo in quel tramonto sognatore...
Lo vedo, quando le sue stelle toccano il mio cuore.
Lo vedo, nel volo leggiadro di una candida colomba,
di un'esile farfalla che bacia quel fiore.
L'annuso nel dono di un fascio di rose.
L'assaporo al palato, quel delizioso frutto,
il suo mielato sapore.

Lo sento, perché il mio cuore è ricco d'amore, sì!
Là, dove son celati i miei tesori...
Il dono più sublime del Tuo Amore!
Grazie! Se oggi, mamma!... Mi sento chiamare.
È GRAZIE A TE!
Perché, Sei Tu, mio DIO
L'ECCELSO CREATORE!...

 

PREMIO INTERNAZIONALE PERMANENTE “OGGIFUTURO” – SESSIONE 2005

Sezione Poesia - SUSSURRI NELL'ANIMO

di GIANNA MORELLO (REGGIO CALABRIA)

Poesia ricca di immagini, di suoni, di colori, un linguaggio naturale esplicito ed essenziale comunica al lettore la dinamica emotiva del poeta, in un crescendo di ritmi, di timbri, di vibrazioni, fino ad arrivare alla sensazione pura: "Grazie! Se oggi, mamma! ... Mi sento chiamare". Si staglia un mondo appassionato dove l'ombra lascia il posto alla luce in un' "escalation" di sentimenti e di percezioni, fino arrivare all' "archè" con la suggestione della fede : "Lo sento perché il mio cuore è ricco d'amore, si!", positiva di speranza, di armonia, di pace, in linea con la dichiarata, consapevole, di sentirsi parte del cosmo : "Alle soglie del Tuo sole scorre il mio tempo ... / ... il Tuo Amore! / Lo vedo nelle meraviglie del Tuo Creato ...". Usando come veicoli di comunicazione, lo stupore e gli elementi di natura, il poeta traduce in favole ed immagini, senza alcun timore di mettere a nudo la sua ricerca, chiamando in causa temi delicati: "Se ancora vivo, è grazie alla forza del Tuo Amore ...", l'approdo ad intuizioni di fede "Di quel che mi resta, rimane perenne il Tuo Amore!", ricavandone momenti di forte intensità lirica "Perché, Sei Tu mio Dio l'Eccelso Creatore! ...". Ottima la vocazione creativa, la padronanza tematica, interessante la tecnica stilistica, vario il lessico ed efficaci le chiuse, il cui pensiero trova modo di addensarsi; la sublimazione di un bisogno di "eterno", la ricerca di una verità da rivelare a se stessa e agli altri. E di un'inconscia indecifrata sofferenza, stimolano questa penna ad esprimere il proprio stato d'animo. E tutto diviene spiegazione : "Se sono ancora viva, è grazie alla forza del Tuo Amore / che veglia su di me e m'induce a lottare ...", ideale soluzione di uno stato di benessere in continua rivelazione : " Grazie! Se oggi, mamma! ... Mi sento chiamare". Amore e rispetto per la vita, e quindi Amore e rispetto per la Mamma, incoraggiano la donna a superare le barriere e a lottare per la sua identità, fino a salire a Lui :"L'Eccelso Creatore".

F.to ALFREDO PASOLINO


 

ERA UN CENTAURO MARCO BACCELLIERI
(Finalista con Diploma d'Onore e Recensione nella Sessione 2004 del Premio Permanente di Arti e Lettere "Oggifuturo".
Manifestazioni Arte-Cultura 2005 dell’Accademia dei Micenei.

Andavi spensierato, dopo aver il tuo figlioccio coccolato!
Eri Ironico. Solare. Dinamico. Affettuoso!
Viviamo del Tuo ricordo le risate!
Oggi, in pianto son tramutate...
Perché, atroce è crudele fu la tua passione...
La Tua passione, che ti portò verso la distruzione...
Maledetta, la curva assassina!
Noti ti diede scampo... gridano dolore, ora i  tuoi cari!
Straziata la tua mamma piange. (Domani compiva trent'anni!)

Affranti i tuoi amici... muniti di moto, caschi e tute,
così, come il tuo idolo, Valentino Rossi.
Sulla fredda bara, che il Tuo Amato corpo trasportava,
v'era impresso un numero, il 46.
Si! Il 46 che la tua stessa moto portava...

Il rombo delle moto m'assordava la mente,
folte spine trafissero il mio cuore!
Il cuore di una mamma!
Ho gridato tutta la mia disperazione,
mentre i tuoi amici t'accompagnavano
verso l'ultima tua dimora!
Così, come si fa per un grande Campione!
MARCO! L'amico dei miei figli!
L'amico di tutti!

Centauri! Se m'ascoltate!
Spogliatevi di tute, e i caschi deponete!
E le bestie, sì! Le bestie ruggenti...
Quelli, che Assurgono la passione
mentre vi stritolano il cuore...
Mettetele via! Mettetele via!
Loro, si! Loro... vi trascinano
verso l'ultima dimora!!!
Era un Centauro Marco Baccellieri...

Gianna Morello 
declama la lirica premiata

La composizione poetica di Gianna Morello ha spinta lirica. Se la poesia sta nell'anima di ogni creatura umana, e va solo cercata, quella dell'autrice coglie l'avvenimento e dietro ad esso una verità fondante: "Ho gridato tutta la mia disperazione di madre, per Marco. l'amico dei miei figli…", centauro caduto fatalmente come un fiore reciso, all'alba dei trent'anni. C'è una donna che racconta, una coscienza pulsante, straziata all'unisono con altrettante madri, vera guida dell'accadimento e della narrata sorte "maledetta (di) una curva assassina". La poesia radicata e partecipe alla vita, riesce, soffermandosi, ad analizzare, a scrutare nelle pieghe dell'anima, per un discorso di sensibilizzazione ad alcuni valori. che oggi - impegnata, con tutte le forze - sono colpevolmente trascurati dalla società del benessere e scatenata nella prevaricazione e nel consumismo selvaggio, "oggi, nel Tuo ricordo quelle risate ! / …in pianto sono tramutate…", costituiscono per grande rilevanza sociologica ed umana, un imperativo categorico per le persone più sagge e sensibili. E, per i "dormienti" sprovveduti dipendenti, affascinati dalle "bestie, sì ! Le bestie ruggenti…". La salvaguardia dell'ingannevole "rombo delle moto", è un messaggio di valenza urgente, morale, comunicato dalla poetessa con un linguaggio severo, rigoroso, non certamente quello delle prediche quaresimali di un tempo, ma un supplichevole ammonimento, "un grido della disperazione", sofferto, non scarno, ma carico di forza espressiva che viene dal pathos : "Loro sì! Loro vi trascinano verso l'ultima dimora". Anche le immagini risultano vive, quasi fotografate, e il linguaggio privilegia le espressioni e i lemmi di grande concretezza.
                                                                                               Alfredo Pasolino

 

 

NELL'AFFLATO PERDERSI

Etereo è vitale,
nell'estasi dell'afflato...
Perdersi nel remoto tempo...
In disincantati spazi,
si plasma, senza confini.

Aulico, solca i pensieri.
Lacune solitarie...

in balia di bagliori...
...La luce si fa buio...
Bramosie e dolori,
tra l'esistere e l'essere
...del mio Io...

 

GIANNA MORELLO "NELL'AFFLATO PERDERSI" (Edizioni- Accademia dei Micenei – Collana “I Micenei – poeti e scrittori del nostro tempo”
(Reggio Calabria 2004)

II desiderio di smarrirsi nel soffio poetico o divino, o in entrambi, è sbocciato nella Morello in maniera connaturata, conforme alla sua natura di donna sensibile ai fenomeni quotidiani, alle abitudini familiari, all'influenza delle stagioni sulle creature umane. Gianna Morello é anche pittrice, con molta dimestichezza con i colori ad olio su tela, avendo palesato il suo estro attraverso quadri in cui è molto chiara l'allusione alla famiglia, ai propri cari, ai propri oggetti che con la loro presenza colorano anche la consuetudine degli altri, fosse anche la più scialba. Per un attimo, oltre alla pittura, l'autrice ha voluto perdersi fra le tante sue ispirazioni e mentre chiudeva gli occhi per iniziare a viaggiare remotamente, ha composto versi in cui metteva in discussione se stessa confrontandosi can i ricordi, con gli affetti veri, con la sofferenza provata e la riscoperta dell'alba, alternativa della "Notte, compagna della mia disperazione / Notte, compagna dell'amaro destino/ che m'accompagna…/ Notte, fonda di dolore /schiudi il tuo grigiore/ e alla luce dei giorno / spalanca i raggi / del tuo ardito sole / Rasserena questa mente / ottusa al cupo sentiero / dell'orrore.../ (Da " Notte "). Nell'evasione immateriale dove è stata protagonista in qualità di poeta, la Morello ha riassaporato le sensazioni trascorse, ha rivissuto l'esperienza di quei "Lancinanti dolori / le mie viscere attanagliarono! / Panico stupore e dolore…/ traspare negli occhi dei miei cari/ " (Da "Lama a doppio taglio"). Ci sono sempre le immagini dei suoi figli accanto a lei, angeli custodi di tanti suoi momenti infelici e quando dalla poesia il nostro sguardo si sposta sui suoi quadri - le cui riproduzioni a colori compaiono nei risvolti di questo stesso libro - non v'è interruzione del suo grande amore materno, in quanto si apprezzano le ambientazioni, riprodotte ad olio su tela, della sua casa imbevuta di armonia cromatica ed affettiva. Finestre aperte, tende svolazzanti, tavoli, sedie e la cameretta del suo bambino nei toni dell'azzurro, un calore fatto non soltanto di tonalità tra l'arancione e il rosa scuro, ma umano, proveniente da un cuore di madre che rimanda i suoi afflati. " Ho scritto.. ./ Chi ha parlato è il mio prodigo cuore./ Ho seminato l'amore e ne ha dato la fragranza.../ L'ho annaffiato di struggente nostalgia…/ Ho piantato la saggezza, / frutto della ragionevolezza./ " (Da "Ho scritto"). Ravvedutasi, la poetessa Morello ha tratto delle certezze dal suo perdersi nell'afflato, giacché è riuscita a recidere quel cordone che ancora la univa al trascorso patimento.
                                                                                   Isabella Michela Affinito

Pensare il tempo nella dimensione del già compiuto, dell'attimo che si dilata per configurarsi come mistero e speranza dell'anelato ricongiungimento a chi più si ama, in un abbraccio non sogno ma tangibile realtà, dello spegnersi quindi d'ogni sofferenza, è per Gianna Morello vivere nell'unica onda che le appartiene, quella del cuore. Ed invoca il silenzio perché si allontani l'esperienza di crudeltà e dolore in modo da lasciare spazio ai suoni sempre vivi nell'anima, alle immagini care che si fanno di nostalgia struggente per la coscienza della non più esistenza, come nel ricordo della nonna, del suo "gelsomino abbarbicato al reticolato", a quelle che riescono a ridisegnare la speranza di un possibile ritorno alla dolce quotidianità familiare, ai suoi "tre tesori".

La lunga notte diviene in tal caso un attendere la luce, quel sole che deve essere "ardito", perché possa sconfiggere il buio/sofferenza. E' un'attesa di colori che si configurano come gioia, cui si oppone il dolore che è "nero atroce", un "nero" del quale la nostra Autrice ha purtroppo fatto ripetutamente esperienza.

Quella del silenzio è dunque una ricerca quasi di armonia, con la quale Gianna Morello tenta di allontanare i richiami tristi, pur se talora si avvertono note di sfiducia, per esempio in quel considerare che l'anelito alla pace è conquista che solo "il riposo imperituro" può dare.

Ma sono momenti che l'affettività, l'amore per quelle che potremmo definire le sue ancore di vita rimandano indietro, sebbene nel mondo imperino odio e guerre ed in se stessa il dolore. E possono essere anche "nell'afflato" allontanati, addolciti quasi attraverso una espressività che si estrinseca nella parola semplice, immediata del sentire, per la quale viene ad attuarsi più il ritrovarsi del soggetto nella sua autenticità che il suo "perdersi". Questo "afflato" della nostra Autrice si volge a dare significato ancora maggiore alla speranza nella espressività pittorica, nelle tele che rimandano colori caldi, luminosi, in quegl'interni schematicamente proposti con gli elementi del "cuore", dove si lasciano intravedere paesaggi ridenti di verde dalle tende che svolazzano alla brezza o che si aprono allacciate con femminile grazia.
E' il microcosmo/macrocosmo che Gianna Morello vorrebbe salvaguardare dal dolore, dalle grandi tragedie da sempre presenti "in hac lacrimarum valle".
                                                                                        Antonietta Benagiano

 

"Tramonto: 
quando i gabbiani accarezzano l'onde"
Olio su tela, 40x60 (2005)

 

PRIMA CHE SI SPEGNE LA L UCE

Voglio guardare l'alba,
quando candida schiuma
ondeggia,.. mentre folta schiera
di nivei gabbiani riposano stanchi
sulla riva del mare...

Voglio guardare la luce del sole...
il sole, quando sta per tramontare...
ov'ispirata dal romantico colore
creare ancora quel magico dipinto
dai vividi colori...

Voglio guardar la luna... il suo candore
nell'esteso blu, quando s'addormenta il sole.
Dall'afflato in foga scaturire l'amore

da saggi versi liberatori...

Voglio guardare il mandarino cinese
che ho piantato al sole del mio balcone,
ove curo con tanta passione,
voglio guardarlo quando nasce quel fiore,
il suo frutto asprigno, il sua colore!

Voglio guardare il bianco gelsomino
sentire ancora il suo dolce profumo,
così intenso ...m'inebria il cuore!...

Voglio guardare gli occhi dei miei figli ...
veder
la luce che emana il suo amore!
Ora!... Prima ch'io non li possa più
Vedere!...

Sì! Prima che si spegne la luce,
la luce, alla mia visione!...

RIMEMBRO DI TE NONNA

Sovente il tuo ricordo s'accende ai miei pensieri,
Nonna...
Rimembro di te, donna saggia,
di forte tempra, su tutto ironizzavi!

Rimembro...
quando il mio piccolo capo
chinavo sui tuoi seni...
Tu, mi parlavi a lungo,
come se fossi già adulta.
Le tue lezioni di vita
che io da ingenua bambina
mal chiaro recepivo,
immutati negl'armi
son rimasti ancorati
nel mio cuore...

Oggi da donna matura,
li custodisco e ne faccio tesoro...
Rimembro ancora i tuoi saggi consigli.
Mi tornano veritiere le tue sagge parole,
come se tu ne percepissi allora
gli amari dissapori del mio avvenire...

Ho nostalgia di te, Nonna!
Vorrei tornar bambina,
sentire ancora il profumo
del gelsomino abbarbicato al reticolato,
ove tu nell'ora della siesta t'appisolavi...

Oggi, son tornata al vecchio casolare.
Ma... il gelsomino non emana più
il dolce profumo di quegl'anni
... NONNA!...