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LUIGI ESPOSITO
(Roma)
NOTTE DI PLENILUNIO
Ti loderò stasera per le bianche
ombre di perla seminate intorno
sull'erbe, sulle case, sulle fonti,
sul mondo intero illuminato a giorno
come a una festa di letizia, notte
di plenilunio. C'è il silenzio vivo
della campagna, palpitante, ansioso,
con qualche strillo stridulo di grillo,
qualche verso di gufo solitario,
qualche latrio di cane nottaiolo
e la serenità della mia pura
giovinezza sfiorente a poco a poco
assetata di gioia avidamente
per la memoria della morte. Ancora
c'è il desiderio vivo che mi brucia
di questa chiarità fosforescente,
pacata, quasi immobile, sottile,
come mi piace, a rischiarare un poco
questo mio straccio d'anima che è nero
come parete fonda di caverna.
ROSE
C'è un odore di rose questa sera
nella mia cameretta nuda e fredda
colte non so da quale mano: o certo
da quelle trepidanti della mamma
e messe qui sul tavolo, in un vecchio
bicchiere, in mezzo al rovinio di tanti
libri gualciti e fogli polverosi
e pensieri cadutimi di mente
e tra le carte sparsi. Sono rose
fresche, novelle, nate nella nebbia
densa delle albe di settembre scialbo
che vivono ore brevi, di una vita
quasi senza speranza, ché di tanto
sole perduto, di tanto tepore
non hanno che le mia mano che lieve
sfiora i petali belli in agonia.
Dal Concorso Internazionale
di Lettere ed Arti OGGIFUTURO
Sessione 2010
E PARLARE
Rompere un poco voglio oggi il silenzio
che mi circonda come una campana
di vetro nero e pesa e schiaccia e uccide
e parlare, parlare… Non so ancora
neppure cosa dire; forse solo
suoni confusi balbettar che siano
o rantoli o lamenti o urli fiochi
come chino alla bocca buia fredda
d'un pozzo fondo, e attendo che una mano,
la mano immensa di uno sconosciuto,
s'allunghi per ghermirmi avida e sotto
quell'acqua fredda spenga gorgogliando
o i miei lamenti, o i rantoli, o i sospiri.
Dal Concorso Internazionale
di Lettere ed Arti OGGIFUTURO
Sessione 2011
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