ENZA SANNA
(Genova)
Procuratrice dei Micenei

QUANDO PIU'....... 

Quando più non saprò la voce del mare
né il suono del vento 
né il calore del sole
o la sferza della neve,
quando più nessun canto mi farà vibrare
nessun affetto accenderà il mio cuore, 
non cercare il mio nome sulla pietra 
ma nella melopea dell'onda sulla rena 
nell'acqua smossa in superficie
a frantumar la luna
in litanie di grilli sul ciglio della sera 
nella brezza che avvolge le colline 
nel fiore ancora in boccio sulla siepe 
negli incanti dei tramonti d'estate 
nel lago fiorito di bianche ninfee,
inno d'amore alla vita...
in tutto ciò ch'è alieno alla terrestrità.

Toni elegiaci pervadono questa composizione di Enza Sanna. L'avvio, dal ritmo lento, evidenzia negli incipit negativi la dolorosa assenza da tutto un mondo di bellezza. Nella seconda parte, che ha inizio da quel "non cercare il mio nome sulla pietra", l'Autrice immette la sua presenza, trasfusa e confusa non tanto nelle cose ma in ciò che è la loro immaterialità, nella "melopea dell'onda", nella brezza", in ogni quid che non appare "terrestrità". 
                                                       Antonietta Benagiano