LUCE
ALLA TUA LUCE

di Ferdinando Santonocito
(Massarella-FI)

Senatore dei Micenei

Ed. 2006


Attraverso ritmi dolci e sereni, il Poeta rivela con delicata armonia i moti interiori dell’anima che, legata a Dio da sentimenti e passioni di elevata intensità, apre le porte del proprio mondo spirituale in un atto di grande fiducia.

In un susseguirsi di immagini e di colori propri dell’uomo di Dio, si inseguono le più alte intuizioni, dove la fede dice dialogo, la speranza annuncia l’approdo e la carità canta la vera vita.

Vedere l’invisibile, scorgere l’orizzonte attraverso le vicissitudini della storia, personale e non solo, fino a giungere oltre la soglia del “già” e pregustare il “non ancora”, cammino arduo e imprevedibile, pieno di volti e di suoni familiari, segno di vita e di vera esistenza.

La parola, quella sublime che travalica le umane aspettative, rischiara il senso di ogni verso cantato, rivela l’ineffabile contenuto di un cuore che pulsa d’amore, protende all’immagine del divino che acquista natura incarnata e dimora nelle contrade più umane della poesia, infondendo il senso del prodigio che fende il buio dipanarsi degli eventi.

Un pellegrinaggio da sempre intrapreso, un viaggio mai concluso, dove il viandante anela alla casa del Padre e lungo il cammino non può tacere le meraviglie del suo Signore. Il poeta, aspirando al talamo dell’universale riconciliazione, non può tacere il miracolo grande del sacrificio d’amore che rifulge nei cuori di coloro che cercano Dio e, con l’amore che è più che voce, ne canta la gloria e la magnificenza, vera profezia sulla sponda dell’eternità.

N.H.P.S. Cav. Michele Alemanno
                                                                           Presidente Accademia dei Micenei

Ferdinando Santonocito è  nato a Tunisi 1'8.8.1932.

Laureato in Filosofia presso l'Università di Firenze e licenziato in Teologia presso l'Università Pontificia Literanense di Roma, risiede a Massarella, sopra il Padule di Fucecchio (FI), dove è Parroco.

Nel 1982 ha pubblicato la raccolta poetica "Incanti lunari", riscuotendo consensi di critica.

L'Accademia Ligure Apuana gli conferiva il Premio "Quasimodo" e nell'anno successivo quello di "E. Montale" per la qualificata produzione letteraria.

Nel 1983 compone "Albeggiare"; una raccolta poetica finemente illustrata dal famoso pittore Romano Stefanelli.

L'Accademia Internazionale "Città di Boretto", di cui è membro honoris causa a vita, gli conferiva nel 1987 il 1° Premio assoluto.

In tutti questi anni Santonocito ha conseguito numerosissimi premi, mentre le sue poesie figuravano in tante prestigiose antologie.

Nel 1990 veniva segnalato con una particolare menzione al Premio Letterario Internazionale "Giorgio La Pira " di Pistoia. Nel 1994 il Serra-Club di Cascina gli attribuiva il Premio "Idilio Felici" per essersi distinto nel campo culturale. Nel 1996 componeva "Cielo sul Padule" con illustrazioni di Cino Antonio.

La Giuria del Premio Internazionale "D.Alighieri" di Roma, con formula ad invito e al quale partecipavano concorrenti di diverse nazioni, gli attribuiva il 2° Premio, mentre la giuria del Premio Internazionale "A.Manzoni" di Roma, gli conferiva il Superpremio Europa Letteraria. Secondo Premio al concorso "Pirandello" di Roma. Nel 1997 é risultato vincitore del Premio Internazionale "Venere d'Oro".

E' titolare del Premio Speciale per la Ricerca "Esploratori dell'Universo 2002" della rivista internazionale Oggifuturo. Figura nel volume antologico "Pasqua 2005 - Un monito per l'Umanità".

E' Senatore dell'Accademia Internazionale dei Micenei.


LA VERA VITA
E' in Te la sorgente della vita, alla Tua luce vediamo la luce. (Salmo 36,10)

Il cuore colmo 
del nettare 
spremuto dalle creature 
rivolge i suoi palpiti 
al Signore della vita, 
mendicando attimo
per attimo parole di perdono, 
che travolga la cupa 
inquietudine dell'animo.

La cosa creata; non basta, 
e ci lascia.
Gioia suprema non é 
qualcosa ma Qualcuno 
che crea un cuore nuovo 
perché il vecchio si é 
inaridito.

Immensa gioia é 
rimirar quel volto 
di speme in speme 
fino all'alba 
senza tramonto.

 

IL CANTO DELLA VITA
Tu sei il mio Dio, nelle tue mani sono i miei giorni.
(Sal. 31,15) 

Ho amato la tua parola
e ho vissuto il mio silenzio: 
uomo in cerca della verità
in sosta tra passato e futuro. 
Restano indietro i giorni
del passato, penoso riflesso 
di lumi spenti.
La memoria mi sfiora del 
loro antico lume.
Torna la vita ogni mattina 
come un nuovo miracolo.

 

IL CANTO NUOVO
Cantate al Signore un canto nuovo.
(Salmo 96,1) 

Amare in silenzio,
muta la cetra 
della voce. 
L'amore é più 
di una voce; 
canto nuovo 
che sale a Dio.

 

IL CIELO NELL'ANIMA 
Il tuo volto, Signore, io cerco.
(Salmo 27,8) 

Mi affaccio alla
soglia del tuo tempio 
per chiedere pace 
nel tuo silenzio. 
Vola nell'aria
un suono antico, 
una soave armonia 
che sa di mistero. 
Tu ti doni a me 
nella soffusa luce 
della tua casa.
L'anima si fa luce 
mentre cerca spazi 
di deserto nel cuore 
per conservare il
suo pezzetto di cielo.

 

IL DIALOGO CON DIO
Davanti a me tu prepari una mensa.
(Salmo 23,5)

Silenzio di Dio
e solitudine dell'uomo.

Non si frantuma 
questo silenzio se
il tuo vivere é un monologo sterile
né la solitudine del cuore, 
assetato di felicità senza fine. 

Accendi in te l'amore,
che bruci come foglie morte 
i desideri terreni.
Allora il cielo si apre; 
Dio e l'uomo intessono 
sublime dialogo ai 
piedi della Croce con 
parole di fuoco.
Voce di silenzio nel sussurar del vento; 
passi invisibili nel chiarore del giorno; 
echi lontani di 
urla spezzate
come suoni di armonie 
stonate.

Nel soave bisbigliar della prece 
ti senti come afferrato, stretta 
la mano di lui
pellegrino d'amore, le 
mani ancora impiagate.

Allora ti trovi non più solo, sedotto da una voce soave, seduto ad una tavola
dove Qualcuno ha
imbandito un cibo fragrante 
che accende la speranza, 
placa la fame, spezza
le tenebre del dubbio, 
sana le ferite dell'anima.
Qualcuno .... che é risorto 
é lì e ti aspetta.

 

INVOCAZIONE
Non rifiutarmi, Signore la tua misericordia.
(Salmo 40,12) 

Vengo a te, o Signore
sulla sponda dell'eternità; 
muta la cetra
del mio cuore, spezzate 
le ali della fantasia, 
il corpo reso diafano 
dal tempo fuggente 
coi battiti di un 
tamburo lontano, lontano. 

E io son qua,
solo tremante 
innanzi a te 
come un povero mendico. 

Se nella sera della 
nostra vita saremo 
giudicati dall'amore, 
allora, ti prego, 
guarda solo le
mie mani che 
stringono mani 
di poveri bambini affamati.
Sulla soglia del silenzio 
riprenderò la cetra,
ma sarai tu ad 
intonare per me un 
canto d'amore eterno.

 

INVOCAZIONE
Proteggimi, o Dio, in te mi rifugio.
(Sal; 16,1) 

La tua acqua di sorgente
bagna le mie labbra 
infuocate di grida 
come del misero affamato. 
Deluso di ogni altra attesa, 
grido: Vieni nella mia notte 
di oscuri presagi di morte. 
Lo Spirito Divino spenge 
l'arsura delle passioni terrene; 
il cuore avvinto dalla grazia 
geme e sospira parole
di muta invocazione.
Ma tu, non tardare, dammi 
risposta, o mio Dio!
Ogni anelito e sete in te riposa, 
viver fai d'amore.
Ma tu non tardare,
dammi risposta, o mio Dio.

 

LA CELLINA
Il mio bene é stare vicino a Dio.
(Salmo 73,28)

Un breve scroscieso viale 
tra alberi e fiori
conduce ad una linda Cappella 
in un prato sempre verde. 

Una Madonna in attesa
dipinta su una quercia antica 
squarciata da fulmine
del cielo turbinoso. 

Nel religioso silenzio
solo un cinguettio di voli. 
Respiro vera pace
mentre lo sguardo
si perde tra orizzonti 
di monti.

Al di là di fitti cespugli 
svolazzano uccelli acquatici 
in un placido lago,
alle cui sponde 
sonnecchiano vecchi 
barchini.

Ondate di ricordi 
come ali del
vento mi travolgono.

Sollevo il velo del passato 
e nella luce radiosa
del giorno, volti di ragazzi 
e giovani invitati
alla prece a Maria
davanti al piccolo cancello 
della Cellina, dove
speranze di salvezza
si sono frantumate, 
giorni troppo presto 
provati dalla 
solitudine e
delusione amara. 

Alzo lo sguardo
su quella immagine 
antica e mi è 
dolce rimirar
la Madre celeste 
che porge sorridendo 
il figlio prediletto 
perduto e poi 
ritrovato.

 

LA RICERCA DI DIO
Cercate il Signore e la sua potenza, cercate sempre il suo volto. (Salmo 105,4)

La mia anima, Signore, 
beve alla tua fonte; 
tu che riveli la tua 
potenza e rischiari 
l'universo visibile. 
Vibra in me il
senso del prodigio;
ti cerco con il desiderio 
di trovarti sui miei passi 
e ti trovo con il desiderio 
di cercarti per fendere
il buio lungo dipanarsi 
degli eventi.

 

LA PACE DELL'ANIMA
A te grido, Signore; non restare in silenzio, mio Dio. 
(Salmo 28,1) 

Flebile la voce
strozzata in petto 
di chi chiede 
cose terrene. 
Squarcia le nubi 
il grido di chi 
implora cose celesti 
E il cuore si acquieta 
nella pace dell'anima. 
Qui trovi Dio.

 

L'AMORE DEL MARE
Allora apparve il fondo del mare. 
(Salmo 18,16) 

Amo il mare,
il mio mare. 

Sconfinati silenzi 
sono i suoi. 

Spesso seduto
sulla sabbia ghiaiosa 
calo nel mare dei 
miei ricordi una 
rete leggera per 
catturare una lunga 
onda di allegro vociare 
di bimbi felici.
Piano scivola sull'acqua 
un brivido remoto:
il mare è di vetro. 
Traluce estati lontane 
e colori, segreti scrigni 
di storie da salvare. 

Il volo guizzante sulle 
acque di un gabbiano 
porta la memoria 
all'orizzonte laggiù 
sulla scogliera frastagliata 
del faro, approdo,
giorni lontani, di un 
mancato naufragio; 
avventura ogni anno 
da rinverdire davanti 
ad occhi spalancati di 
bimbi, nel dolce ritmo 
del franger dell'onda; 
il verde mare che par 
che nasconda nostalgia 
di un tempo felice, mentre 
il pontile s'erge come 
sponda a barche
che s'attardano a salpare.

Amo il mare,
questo mare che sotto 
il sole dorato luccica, 
sembra dormire.

Amo il mare, 
questo mare dove 
ho vissuto tutte 
le estati della mia vita; 
mai solo.
Amo il mare, 
questo mare, 
di fronte al quale 
vorrei riposare 
per sempre, se non 
fossi pastore
di un popolo.

Amo il mare, 
questo mare!

 

ALLA TUA LUCE VEDIAMO LA LUCE.
É IN TE LA SORGENTE DELLA VITA, 
ALLA TUA LUCE VEDIAMO LA LUCE.

(Salmo 36,10) 

Ho ripreso
la cetra abbandonata 
alle porte dell'anima 
desolata, salmodiando 
la tua Parola di vita. 
Dio aprì il tesoro 
delle sue melodie e 
l'oscurità si é rischiarata 
improvvisamente.
Luce alla tua luce 
é calore
é amore
é sicurezza. 
Canterò per te 
salmi d'amore, 
fonte di luce 
alla mia opacità.

 

L'ORMA DI DIO
Il Signore ha stabilito nel cielo il suo trono 
e il suo regno abbraccia l'universo. 
(Salmo 103,19) 

Mirar estasiato
l'aurora dalle dita rosate; 
gli alberi appena 
imperlati di rugiada,
il cielo limpido 
ove si accende
un simposio di colori. 
Fremito, brivido di gioia 
piano piano ti invade. 
La dolce sinfonia
del creato
ti conduce a Dio.

 

L'UOMO GIUSTO
Sarà come albero piantato lungo corsi d'acqua. (Salmo 1,3) 

Il giusto ha il cuore
avvinghiato alle radici 
del tronco di Jesse
da cui riceve linfa vitale.

Sulle rive delle 
acque limacciose 
della vita, come se 
vedesse l'Invisibile 
resta saldo sulla Parola. 

Il vento disperde
gli empi come pula; 
felicità del giusto 
é fare del Verbo
il respiro della sua anima 
e la fonte di
vita e d'amore.

 

PRESENZA DEL CREATORE
Del Signore é la terra e quanto contiene. 
(Salmo 24,1) 

Ascolta, dice
il vecchio al bambino, 
la terra narra l'opera di Dio
l'alba trae dalla notte 
la luce e fa
fuggire il buio.

Ascolta il canto del giorno 
nella luce del crepuscolo 
indorato; nella rugiada 
dell'aurora vedi le
gemme fiorire sui prati. 

Brillano nel sole
gocce di pioggia 
sui rami e le gemme 
diventano fiori
e maturano frutti. 

All'orizzonte la luce 
del tramonto
si spenge in un tripudiar 
di colori scarlatti.

La luna rischiara 
con il suo pallor 
fantasmi di case
e nei tuoi occhi non 
s'accende lo stupore?

 

IL SAMARITANO
Anche l'amico in cui confidavo, anche lui, che mangiava il mio pane, alza contro di me il suo calcagno.
(Salmo 41,10) 

Come un lebbroso,
ai piedi il grave suon 
del mio misfatto, errai 
triste in cerca di chi 
non temesse il contagio 
delle mie intime 
piaghe dolenti.
Timido bussai al cuore 
dei sacerdoti del tempio, 
amici di un tempo.
Sguardi superbi di compassione, 
parole di condanna come pietre, 
macigni nell'animo desolato. 

Indietro 1'untore, profanatore 
del sacro nella ricerca 
dell'amore.
Ormai uomo tra gli uomini 
m'inebriai furente 
dell'amore delle creature 
umane.

Abbattete le porte!, aveva gridato 
un giorno il Nazareno;
non stracciatevi le vesti,
ma chinatevi come il Samaritano 
sull'uomo disteso nella polvere 
sulle strade polverose del mondo. 

Amare é caricare il fratello
nel cuore solidale; 
passo passo verso 
la redenzione. 
Fuori del tempio, 
incontrai un tesoro, 
l'amico dalla tunica 
abbandonata ai
piedi dell'altare.

Mi sussurrò con dolcezza 
una sola parola:
l'amico all'amico.
E fu magico balsamo 
alle mie intime 
piaghe.

 

PELLEGRINO AL TEMPIO
Anche il passero trova la casa, la rondine il suo nido, dove porre i suoi piccoli, presso i tuoi altari, Signore degli eserciti, mio re e mio Dio. 
(Salmo 84,4)

Errare, le ali spezzate 
da brame terrene,
nel cuore tremule 
fiammelle di speranza.

L'animo spossato da 
deluse ricerche di felicità; 
nubi e caligine nella mente, 
fantasmi di eventi trascorsi 
come ombra di flebile luce.

Pellegrino dell'Assoluto, 
ora il tuo nido è tra
gli odorosi incensi del tempio. 

La notte è svanita,
cedendo lo spazio all'alba 
di un giorno lucente
di una struggente bellezza 
che mi conduce a Dio.

 

L'APPRODO
Ti lodo, Signore, perché mi hai fatto come un prodigio.
(Salmo 139,14) 

Un dì intesi la sua
parola d'amore: tu mi 
aprirai la porta del cuore 
e a tu per tu ceneremo 
insieme.

Sussultai di gioia intensa; 
la Vita, la vera Vita inondava 
la mia anima.
Le mie tenebre furono rischiarate 
da una luce intensissima.

Fu come l'approdo di una 
nave al porto sicuro
dopo una intensa tempesta.

Mano invisibile si posò 
sulla mia spalla, a
guisa di un cieco.

E il cuore si acquietò
in una felicità indicibile. 

Era vera Vita,
la splendida Vita.

 

IL PERDONO
Pietà di me, Signore: vengo meno; risanami, Signore; tremano le mie ossa. 
(Salmo 6,3)

Che scrivevi, Signore 
per terra sotto gli 
occhi dei miei 
severi accusatori! 

Ossa tremanti
in un cuore lacerato 
come frecce acute
da umane parole di condanna. 

L'anima, vacillante; spenta 
l'antica speme dall'angoscia 
del vivere, si trascina
di solitudine in solitudine, 
corrosa dalla colpa
nelle lunghe notti insonni. 

Come cervo assetato
mi dissetai a cisterne screpolate 
dei piaceri umani.
Trascinavo i miei passi 
nelle strade affollate 
e mi chiedevo se mai 
dentro il mio cuore, gelo 
e inverno non avranno 
mai fine.
Tornai sui miei passi 
e ritrovai il sentiero 
sicuro del segno sacramentale 
che conduce
al Dio dell'amore. 
Esausto dal lungo cammino 
bastò un tenue sospiro 
sincero di cuore pentito 
per scorgere sulla strada 
deserta dei miei accusatori 
una parola di sangue,
ora non più misteriosa; 
Perdono.

 

CERTEZZA
Ora, che attendo, Signore, in Te la mia speranza. 
(Salmo 39,8) 

Quando il muro d'ombra
cadrà
vedrò il tuo volto 
nella chiarezza del sole. 
Non più brandelli
di sicurezza
né larve di verità 
avvolgeranno la mia anima 
ma il tutto
consumerà me
come il roveto ardente.

 

IL RICORDO
Vita ti ha chiesto, a lui l'hai concessa, lunghi giorni in eterno, senza fine.
(Salmo 21,5)

Una croce
sulla nuda terra 
per dire
che il tuo calvario 
si é compiuto. 
Ancora ho di te
le parole e
la voce armoniosa 
stampate nel cuore.
Si disperdono i petali 
di una rosa appassita, 
nel silenzio gemo al 
cielo la tua assenza.
Nei tuoi grandi occhi 
scorgo la luce
non di quella che 
la sera non riluce, 
ma di quella vivida 
ed eterna accesa 
nel tuo animo 
dall'amore divino.

 

PAROLE DI FUOCO 
Annunzierò il tuo nome ai miei fratelli, ti loderò in mezzo all'assemblea.
(Salmo 22,23)

Non cesserò mai
di gridare all'amore. 
Agli uomini parlerò 
di Dio
fuoco divorante 
con parole 
ardenti come 
carboni accesi. 
Nel respiro dell'infinito 
dirò la Parola
che dà il senso 
del prodigio di 
una vita che 
sempre inizia 
ma non ha fine.

 

VIVERE
Tu sei il mio Dio, nelle tue mani sono i miei giorni. 
(Salmo 31,15)

Vivere sempre
senza tremor
della morte
la testa china
sul cuor che anela
la vita che non muore.