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LA VERA VITA
E' in Te la sorgente della vita, alla Tua luce vediamo la luce. (Salmo 36,10)
Il cuore colmo
del nettare
spremuto dalle creature
rivolge i suoi palpiti
al Signore della vita,
mendicando attimo
per attimo parole di perdono,
che travolga la cupa
inquietudine dell'animo.
La cosa creata; non basta,
e ci lascia.
Gioia suprema non é
qualcosa ma Qualcuno
che crea un cuore nuovo
perché il vecchio si é
inaridito.
Immensa gioia é
rimirar quel volto
di speme in speme
fino all'alba
senza tramonto.
IL CANTO DELLA VITA
Tu sei il mio Dio, nelle tue mani sono i miei giorni.
(Sal. 31,15)
Ho amato la tua parola
e ho vissuto il mio silenzio:
uomo in cerca della verità
in sosta tra passato e futuro.
Restano indietro i giorni
del passato, penoso riflesso
di lumi spenti.
La memoria mi sfiora del
loro antico lume.
Torna la vita ogni mattina
come un nuovo miracolo.
IL CANTO NUOVO
Cantate al Signore un canto nuovo.
(Salmo 96,1)
Amare in silenzio,
muta la cetra
della voce.
L'amore é più
di una voce;
canto nuovo
che sale a Dio.
IL CIELO NELL'ANIMA
Il tuo volto, Signore, io cerco.
(Salmo 27,8)
Mi affaccio alla
soglia del tuo tempio
per chiedere pace
nel tuo silenzio.
Vola nell'aria
un suono antico,
una soave armonia
che sa di mistero.
Tu ti doni a me
nella soffusa luce
della tua casa.
L'anima si fa luce
mentre cerca spazi
di deserto nel cuore
per conservare il
suo pezzetto di cielo.
IL DIALOGO CON DIO
Davanti a me tu prepari una mensa.
(Salmo 23,5)
Silenzio di Dio
e solitudine dell'uomo.
Non si frantuma
questo silenzio se
il tuo vivere é un monologo sterile
né la solitudine del cuore,
assetato di felicità senza fine.
Accendi in te l'amore,
che bruci come foglie morte
i desideri terreni.
Allora il cielo si apre;
Dio e l'uomo intessono
sublime dialogo ai
piedi della Croce con
parole di fuoco.
Voce di silenzio nel sussurar del vento;
passi invisibili nel chiarore del giorno;
echi lontani di
urla spezzate
come suoni di armonie
stonate.
Nel soave bisbigliar della prece
ti senti come afferrato, stretta
la mano di lui
pellegrino d'amore, le
mani ancora impiagate.
Allora ti trovi non più solo, sedotto da una voce soave, seduto ad una tavola
dove Qualcuno ha
imbandito un cibo fragrante
che accende la speranza,
placa la fame, spezza
le tenebre del dubbio,
sana le ferite dell'anima.
Qualcuno .... che é risorto
é lì e ti aspetta.
INVOCAZIONE
Non rifiutarmi, Signore la tua misericordia.
(Salmo 40,12)
Vengo a te, o Signore
sulla sponda dell'eternità;
muta la cetra
del mio cuore, spezzate
le ali della fantasia,
il corpo reso diafano
dal tempo fuggente
coi battiti di un
tamburo lontano, lontano.
E io son qua,
solo tremante
innanzi a te
come un povero mendico.
Se nella sera della
nostra vita saremo
giudicati dall'amore,
allora, ti prego,
guarda solo le
mie mani che
stringono mani
di poveri bambini affamati.
Sulla soglia del silenzio
riprenderò la cetra,
ma sarai tu ad
intonare per me un
canto d'amore eterno.
INVOCAZIONE
Proteggimi, o Dio, in te mi rifugio.
(Sal; 16,1)
La tua acqua di sorgente
bagna le mie labbra
infuocate di grida
come del misero affamato.
Deluso di ogni altra attesa,
grido: Vieni nella mia notte
di oscuri presagi di morte.
Lo Spirito Divino spenge
l'arsura delle passioni terrene;
il cuore avvinto dalla grazia
geme e sospira parole
di muta invocazione.
Ma tu, non tardare, dammi
risposta, o mio Dio!
Ogni anelito e sete in te riposa,
viver fai d'amore.
Ma tu non tardare,
dammi risposta, o mio Dio.
LA CELLINA
Il mio bene é stare vicino a Dio.
(Salmo 73,28)
Un breve scroscieso viale
tra alberi e fiori
conduce ad una linda Cappella
in un prato sempre verde.
Una Madonna in attesa
dipinta su una quercia antica
squarciata da fulmine
del cielo turbinoso.
Nel religioso silenzio
solo un cinguettio di voli.
Respiro vera pace
mentre lo sguardo
si perde tra orizzonti
di monti.
Al di là di fitti cespugli
svolazzano uccelli acquatici
in un placido lago,
alle cui sponde
sonnecchiano vecchi
barchini.
Ondate di ricordi
come ali del
vento mi travolgono.
Sollevo il velo del passato
e nella luce radiosa
del giorno, volti di ragazzi
e giovani invitati
alla prece a Maria
davanti al piccolo cancello
della Cellina, dove
speranze di salvezza
si sono frantumate,
giorni troppo presto
provati dalla
solitudine e
delusione amara.
Alzo lo sguardo
su quella immagine
antica e mi è
dolce rimirar
la Madre celeste
che porge sorridendo
il figlio prediletto
perduto e poi
ritrovato.
LA RICERCA DI DIO
Cercate il Signore e la sua potenza, cercate sempre il suo volto. (Salmo 105,4)
La mia anima, Signore,
beve alla tua fonte;
tu che riveli la tua
potenza e rischiari
l'universo visibile.
Vibra in me il
senso del prodigio;
ti cerco con il desiderio
di trovarti sui miei passi
e ti trovo con il desiderio
di cercarti per fendere
il buio lungo dipanarsi
degli eventi.
LA PACE DELL'ANIMA
A te grido, Signore; non restare in silenzio, mio Dio.
(Salmo 28,1)
Flebile la voce
strozzata in petto
di chi chiede
cose terrene.
Squarcia le nubi
il grido di chi
implora cose celesti
E il cuore si acquieta
nella pace dell'anima.
Qui trovi Dio.
L'AMORE DEL MARE
Allora apparve il fondo del mare.
(Salmo 18,16)
Amo il mare,
il mio mare.
Sconfinati silenzi
sono i suoi.
Spesso seduto
sulla sabbia ghiaiosa
calo nel mare dei
miei ricordi una
rete leggera per
catturare una lunga
onda di allegro vociare
di bimbi felici.
Piano scivola sull'acqua
un brivido remoto:
il mare è di vetro.
Traluce estati lontane
e colori, segreti scrigni
di storie da salvare.
Il volo guizzante sulle
acque di un gabbiano
porta la memoria
all'orizzonte laggiù
sulla scogliera frastagliata
del faro, approdo,
giorni lontani, di un
mancato naufragio;
avventura ogni anno
da rinverdire davanti
ad occhi spalancati di
bimbi, nel dolce ritmo
del franger dell'onda;
il verde mare che par
che nasconda nostalgia
di un tempo felice, mentre
il pontile s'erge come
sponda a barche
che s'attardano a salpare.
Amo il mare,
questo mare che sotto
il sole dorato luccica,
sembra dormire.
Amo il mare,
questo mare dove
ho vissuto tutte
le estati della mia vita;
mai solo.
Amo il mare,
questo mare,
di fronte al quale
vorrei riposare
per sempre, se non
fossi pastore
di un popolo.
Amo il mare,
questo mare!
ALLA TUA LUCE VEDIAMO LA LUCE.
É IN TE LA SORGENTE DELLA VITA,
ALLA TUA LUCE VEDIAMO LA LUCE.
(Salmo 36,10)
Ho ripreso
la cetra abbandonata
alle porte dell'anima
desolata, salmodiando
la tua Parola di vita.
Dio aprì il tesoro
delle sue melodie e
l'oscurità si é rischiarata
improvvisamente.
Luce alla tua luce
é calore
é amore
é sicurezza.
Canterò per te
salmi d'amore,
fonte di luce
alla mia opacità.
L'ORMA DI DIO
Il Signore ha stabilito nel cielo il suo trono
e il suo regno abbraccia l'universo.
(Salmo 103,19)
Mirar estasiato
l'aurora dalle dita rosate;
gli alberi appena
imperlati di rugiada,
il cielo limpido
ove si accende
un simposio di colori.
Fremito, brivido di gioia
piano piano ti invade.
La dolce sinfonia
del creato
ti conduce a Dio.
L'UOMO GIUSTO
Sarà come albero piantato lungo corsi d'acqua. (Salmo 1,3)
Il giusto ha il cuore
avvinghiato alle radici
del tronco di Jesse
da cui riceve linfa vitale.
Sulle rive delle
acque limacciose
della vita, come se
vedesse l'Invisibile
resta saldo sulla Parola.
Il vento disperde
gli empi come pula;
felicità del giusto
é fare del Verbo
il respiro della sua anima
e la fonte di
vita e d'amore.
PRESENZA DEL CREATORE
Del Signore é la terra e quanto contiene.
(Salmo 24,1)
Ascolta, dice
il vecchio al bambino,
la terra narra l'opera di Dio
l'alba trae dalla notte
la luce e fa
fuggire il buio.
Ascolta il canto del giorno
nella luce del crepuscolo
indorato; nella rugiada
dell'aurora vedi le
gemme fiorire sui prati.
Brillano nel sole
gocce di pioggia
sui rami e le gemme
diventano fiori
e maturano frutti.
All'orizzonte la luce
del tramonto
si spenge in un tripudiar
di colori scarlatti.
La luna rischiara
con il suo pallor
fantasmi di case
e nei tuoi occhi non
s'accende lo stupore?
IL SAMARITANO
Anche l'amico in cui confidavo, anche lui, che mangiava il mio pane, alza contro di me il suo calcagno.
(Salmo 41,10)
Come un lebbroso,
ai piedi il grave suon
del mio misfatto, errai
triste in cerca di chi
non temesse il contagio
delle mie intime
piaghe dolenti.
Timido bussai al cuore
dei sacerdoti del tempio,
amici di un tempo.
Sguardi superbi di compassione,
parole di condanna come pietre,
macigni nell'animo desolato.
Indietro 1'untore, profanatore
del sacro nella ricerca
dell'amore.
Ormai uomo tra gli uomini
m'inebriai furente
dell'amore delle creature
umane.
Abbattete le porte!, aveva gridato
un giorno il Nazareno;
non stracciatevi le vesti,
ma chinatevi come il Samaritano
sull'uomo disteso nella polvere
sulle strade polverose del mondo.
Amare é caricare il fratello
nel cuore solidale;
passo passo verso
la redenzione.
Fuori del tempio,
incontrai un tesoro,
l'amico dalla tunica
abbandonata ai
piedi dell'altare.
Mi sussurrò con dolcezza
una sola parola:
l'amico all'amico.
E fu magico balsamo
alle mie intime
piaghe.
PELLEGRINO AL TEMPIO
Anche il passero trova la casa, la rondine il suo nido, dove porre i suoi piccoli, presso i tuoi altari, Signore degli eserciti, mio re e mio Dio.
(Salmo 84,4)
Errare, le ali spezzate
da brame terrene,
nel cuore tremule
fiammelle di speranza.
L'animo spossato da
deluse ricerche di felicità;
nubi e caligine nella mente,
fantasmi di eventi trascorsi
come ombra di flebile luce.
Pellegrino dell'Assoluto,
ora il tuo nido è tra
gli odorosi incensi del tempio.
La notte è svanita,
cedendo lo spazio all'alba
di un giorno lucente
di una struggente bellezza
che mi conduce a Dio.
L'APPRODO
Ti lodo, Signore, perché mi hai fatto come un prodigio.
(Salmo 139,14)
Un dì intesi la sua
parola d'amore: tu mi
aprirai la porta del cuore
e a tu per tu ceneremo
insieme.
Sussultai di gioia intensa;
la Vita, la vera Vita inondava
la mia anima.
Le mie tenebre furono rischiarate
da una luce intensissima.
Fu come l'approdo di una
nave al porto sicuro
dopo una intensa tempesta.
Mano invisibile si posò
sulla mia spalla, a
guisa di un cieco.
E il cuore si acquietò
in una felicità indicibile.
Era vera Vita,
la splendida Vita.
IL PERDONO
Pietà di me, Signore: vengo meno; risanami, Signore; tremano le mie ossa.
(Salmo 6,3)
Che scrivevi, Signore
per terra sotto gli
occhi dei miei
severi accusatori!
Ossa tremanti
in un cuore lacerato
come frecce acute
da umane parole di condanna.
L'anima, vacillante; spenta
l'antica speme dall'angoscia
del vivere, si trascina
di solitudine in solitudine,
corrosa dalla colpa
nelle lunghe notti insonni.
Come cervo assetato
mi dissetai a cisterne screpolate
dei piaceri umani.
Trascinavo i miei passi
nelle strade affollate
e mi chiedevo se mai
dentro il mio cuore, gelo
e inverno non avranno
mai fine.
Tornai sui miei passi
e ritrovai il sentiero
sicuro del segno sacramentale
che conduce
al Dio dell'amore.
Esausto dal lungo cammino
bastò un tenue sospiro
sincero di cuore pentito
per scorgere sulla strada
deserta dei miei accusatori
una parola di sangue,
ora non più misteriosa;
Perdono.
CERTEZZA
Ora, che attendo, Signore, in Te la mia speranza.
(Salmo 39,8)
Quando il muro d'ombra
cadrà
vedrò il tuo volto
nella chiarezza del sole.
Non più brandelli
di sicurezza
né larve di verità
avvolgeranno la mia anima
ma il tutto
consumerà me
come il roveto ardente.
IL RICORDO
Vita ti ha chiesto, a lui l'hai concessa, lunghi giorni in eterno, senza fine.
(Salmo 21,5)
Una croce
sulla nuda terra
per dire
che il tuo calvario
si é compiuto.
Ancora ho di te
le parole e
la voce armoniosa
stampate nel cuore.
Si disperdono i petali
di una rosa appassita,
nel silenzio gemo al
cielo la tua assenza.
Nei tuoi grandi occhi
scorgo la luce
non di quella che
la sera non riluce,
ma di quella vivida
ed eterna accesa
nel tuo animo
dall'amore divino.
PAROLE DI FUOCO
Annunzierò il tuo nome ai miei fratelli, ti loderò in mezzo all'assemblea.
(Salmo 22,23)
Non cesserò mai
di gridare all'amore.
Agli uomini parlerò
di Dio
fuoco divorante
con parole
ardenti come
carboni accesi.
Nel respiro dell'infinito
dirò la Parola
che dà il senso
del prodigio di
una vita che
sempre inizia
ma non ha fine.
VIVERE
Tu sei il mio Dio, nelle tue mani sono i miei giorni.
(Salmo 31,15)
Vivere sempre
senza tremor
della morte
la testa china
sul cuor che anela
la vita che non muore.
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