VINCENZO SICILIANO
(Arcidosso-GR)

P.D. Miniere 10 San Lorenzo 58031 Arcidosso
tel 0564 - 966900 cell 333 -28 97144

Accademico dei Micenei
 


Vincenzo Siciliano è  nato a Gasperina (CZ) nel ’44 e vive a Casteidelpino Grosseto.
Ha studiato a Messina presso l'istituto Cristo Re.
Ha ricevuto molti riconoscimenti in Italia ed all'estero, sia come poeta che come scrittore.
Ottima la critica da parte di grandi critici letterari.
Si interessano a lui i circoli culturali di molte città ed altrettante case editrici.

 Ha pubblicato un libro "MOMENTI che ha avuto successo alla fiera del libro di Torino edito dalla casa editrice La Versigliana .
Per il futuro spera di pubblicare altre opere che sono già pronte (una diecina) di cui alcune di narrativa altre di poesia di cui una raccolta anche in lingua Calabrese per non dimenticare le sue origini.

Fa parte con orgoglio dell'Accademia dei Micenei con il titolo Accademico di Classe.

Alcuni riconoscimenti:
1) Trofeo “gran premio dell'amore" febbraio 2002
2) Premio della critica "cinque terre"
3)Premio nominale "La Foce" La Spez ia
4)Premio della giuria "Il Porticciolo"Genova
5) Torino finalista alla fiera del libro" 2002
6) Fucecchio a casa Montanelli "scrittore d'Europa"
7) Arezzo sesto posto "Premio Il Casentino"
8) Arezzo incluso nel Dizionario letterario del terzo millennio
9) Lerici Trofeo "Villa Marigola "
10) Pontedera Trofeo "Giovanni Gronchi" menzione d'onore
11) Arezzo antologia per la poesia sulla mamma
12) Premio Messaggi di Natale premio giuria
13) Tirrenia "Premio europeo di poesia e narrativa vincitore trofeo 2003
14) Finalista a Firenze Mario conti "il fiorino"
15) Incluso nella Storia della letteratura contemporanea "Luti e Bonifazi"
16) Trofeo Tellaro 2003 ...
17) Premio Natale 2003 San Minito ecc......
18) Tirrenia 2004 "Gran premio Europeo
19) Trofeo leone di S. M arco a Venezia 2004                ecc...
20) Austria Trofeo "Città di Vienna"
21) Santa Margherita ligure Riconoscimento "Oscar della cultura europea"
22) Incluso dal prof. R. Tommasi nel (Dizionario Ragionato degli scrittori italiani del 900) 2004.

  

Queste poesie sono state prese da una raccolta inedita che ha per titolo : "Per compagna una stella" liriche che denotano la nostalgia e l'amore verso il suo paese Gasperina e la terra di Calabria.

 

FREDDO D’INVERNO

Vicoli stretti, muri scalcinati
Tetti senza gronde, tegole rotte
Canali d'acqua scendon giù incrociati
Come cascate sbattono alle porte.

Acqua, nebbia di giorno e di notte
Fiumi lungo le vie scender a valle
Portando via le poche cose sporche
Rifiuti umani escrementi di stalla.

E poi vento, prepotente anch'esso
Penetra da ogni fessura delle case
Fuori del braciere si sentiva freddo
Si stava tutti uniti accovacciati

Pareti annerite di fumo secolare
Donne silenti che filano la trama
La pignatta dei legumi, sui carboni ardenti
Non smette mai la pioggia, speranza vana.  

Di tanto in tanto una castagna
O un fico secco con la noce dentro
Preso dalla madia delle vivande
Con la speranza di superar l'invero.

Aspettando sera, giorno dopo giorno
Parlando di morte, nascite e partenze
Pian piano così affrontavam l'inverno
Fino all'apparir del primo sole.

 

FONTE ANTICA

La mano che si poggia su quel sasso
Alla mente tante cose fa tornare
Antichi gesti che facean la gente
a dissetarsi venivano o al vedere.
Lo scrosciar dell'acqua alla sorgente
Urli e rumori di tutte le persone
musica celestiale era d'allora
Riviver fa in noi fontana mente
Quel sasso freddo al contatto umano
Come un sussulto, un battito di cuore
Il sogno di una vita si è avverato
Sono tornato! L'ho bevuta ancora!
Cotanta gioia ormai per me insperata
Credevo ormai per me tutto finito
La fonte, il sasso il ritorno sognato
sono appagato, vincitore avvinto.
Sono felice di essere lì ritornato
D’averla ritrovata come allora
D’aver bevuto e anche assaporata
Non importa... non da il sapor d'allora.
Da quest'acqua in me ebbe iniziò la vita
Tormento di un tempo tanto ingrato
Bramoso di rivederla, l'ho pensata, bevuta!
Oggi avverato, mia dolce fonte antica

 

PER TE HO PREGATO

Sognar nel sogno, il sognar che sogni
soli che sorgon e fantasie lontane
crollan nell'ombra le menti più profonde
tristi pensieri per mete ormai sì vane.
Cosa farò, io.. senza poter vedere
se pur platonico... mia dolce visione
davanti a questa immagine una prece
facendo fibrillar fa tremula fiammella
di una ancor più esile candela
che di passione è l'alito nel dire
Nel chieder con fervor:
"Fa che non sia vero!"
Qualor lo fosse allor io chiedo al cielo:
Falla guarire!
Riflesso ho il chiaror sulle mie mani
nel buio del sacro luogo genuflesso
l' arder del cero il mio sguardo fiso
va la mia mente a quel triste viso.
Volto a "Lui" speranzoso sguardo
Di fervore, per ottener sì grazia
E a pregar m’attardo.