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Nato nel 1940 a Teramo,inizia ad esprimere la sua vena pittorica grazie al
padre Tommaso che era anche pittore; in seguito diventa allievo di F.
D'Ignazio e studia anche le opere dei grandi maestri.
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"Il miracolo di S. Berardo"
Olio su tela, cm. 200x240
Proprietà Santuario
S.S. Madonna delle Grazie - Teramo |
E' molto
attratto dall'arte sacra. Ha eseguito numerosi ritratti a prelati,
arcivescovi e cardinali. Ha esposto in mostre personali e rassegne in
Italia, Francia, Inghilterra, USA, etc. ottenendo importanti premi e
riconoscimenti; fra i tanti citiamo la medaglia d'argento del Presidente
della Repubblica, il 1 ° premio alla Triennale Napoli nel Mondo 2001 e
il Nobel dell'Arte 2002 a Montecarlo.
Sue
opere figurano nel Museo Pinacoteca di Teramo, in chiese italiane e in
varie collezioni in Italia, Germania e Stati Uniti.
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L'adorazione dei pastori
(Natale 2002)
Olio su tela, cm. 230x170 |
Il Maestro d'Arte Franco Tommarelli di Teramo è senz'altro un eclettico erede e innovatore di un
linguaggio iconografico descrittivo che si può collocare tra il Manierismo
Romano permeato di riflessi fiamminghi ed il Romanticismo Francese.
Quella dell'Artista Tommarelli è una sintassi pittorica dove è
presente, con un linguaggio attento ai dettagli e un brillante cromatismo,
una monumentalità di personaggi colti in fisionomiche di alta potenza
drammatica; ad es... "Crocifissione" (Mosciano S.Angelo), " Pentecoste",
"Deposizione".
Egli ha creato in 50 anni di arte (collezioni private in Italia,
Germania,USA) moltissime opere che a volte destano echi di una lontana
Arcadia, eccellendo anche in una ritrattistica dipinta con acuta analisi
psicologica.
Si evidenzia in questo notevole talento una ricerca profonda dell'Arte
come Verità; Egli trasforma il suo anelito poetico in tensione spirituale
d'indirizzo neoplatonico - metafisico ricordandoci Raffaello.
Si nota nell' "Adorazione dei Pastori" che il Tommarelli trascrive, con
armoniche tinte ed equilibrio compositivo, in misticismo pittorico
l'attimo in cui l'Eterno manifestandosi fa vibrare musicalmente
l'universo.
Dalla relazionalità emozionale e di elevato stile appare "Ultima Cena"
(refettorio S. Maria delle Grazie,Teramo). Trattasi di una grande tela
rettangolare (cm. 600 x 235) che Egli ha dipinto con rapide e luminose
pennellate, dando l'idea di un affresco. Osservando quest'opera si avverte
la sensazione di udire un brusio in quanto tutto diventa concitazione
gestuale e psicologica (stupore, ambiguità, estasi), movimento convergente
verso il punto prospettico principale Gesù-Luce, quando Egli pronuncia "La
Parola". La scena è immersa in piena radiosità. Vi sono anche finestre
alla maniera fiamminga (Van Eyck) che si aprono sul paesaggio. Una natura
morta data dai vari oggetti sul tavolo (pane, calici di vino, piatti) è
descritta con ritmo. Ai lati opposti del dipinto vi sono raffigurati due
personaggi in posizione michelangiolesca. "Ultima Cena" coinvolge il
fruitore in un'atmosfera atemporale. Infine ricordiamo alcune opere a
carattere storico quali "L'Incontro" e il " Brigantaggio". Nella prima si
nota il distacco, quasi isolamento, dei vari personaggi fra loro e da ciò
che viene concordato in quel giorno. L'ambiente naturale è descritto con
architetture di gusto rinascimentale. In "Brigantaggio", attraverso
fondali bui solcati da luci fiammeggianti e devastatrici nel paesaggio
campestre, teatro di tragiche vicende, il Maestro infonde, con impetuosi e
rampanti cavalli, un nostalgico elemento di vita innocente.
Lo sguardo di questo artista contemporaneo si rivela così oltre
l'orizzonte ma, anche indagatore, analitico, realistico, quasi discepolo
del grande Delacroix.
Giovanna Berretta
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"Serie del
Brigantaggio"
Olio su tela, cm. 200x111 |
In primo piano a
sinistra
è l'Autore,
ritrattosi da brigante |
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